Lunedì 23 Ottobre 2017
   
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Il “giusto del mondo” compie 50 anni di sacerdozio

Padre Vito Giorgio

 

Nel 2011 il Comune di Padova gli riconobbe il titolo di “Giusto del Mondo” per la testimonianza umana e cristiana durante la guerra del Rwanda: domani 28 agosto 2016 il “giusto” padre Vito Giorgio, sacerdote rogazionista cassanese, vede lo splendido traguardo dei 50 anni di sacerdozio.

La Celebrazione Eucaristica si terrà Domenica alle ore 10.00 nella Parrocchia “Santa Maria Assunta”, in piazza Moro.

Vito Giorgio è nato a Cassano delle Murge il 29 maggio 1939.

Nel 1966 fu ordinato sacerdote nell’ordine dei Padri Rogazionisti, ed in seguito si laureò in Lettere classiche e filosofia nell’Università di Padova.

Dopo un periodo che lo vide impegnato in numerosi incarichi all’interno dell’Ordine dal 1967 al 1978, nel 1980 partì per il Ruanda come missionario, ricoprendo vari incarichi a Butare. Gli fu poi affidata la parrocchia della città di Mugombwa, con una popolazione di circa 70 mila abitanti. Infine fu nominato responsabile del Centro di accoglienza e formazione per minori e giovani orfani a Nyanza.

Nell’aprile del 1994, allo scoppio il genocidio, si trovava momentaneamente in Italia: decise di fare immediatamente ritorno in Ruanda, dove arrivò il 13 maggio, quindi un mese dopo l’inizio del genocidio, per sostituire padre Eros Borile all’orfanotrofio di Nyanza. La situazione di Nyanza era critica: le due fazioni contrapposte si affrontavano nelle vicinanze. Anche la scuola vicina era diventata sede di militari e teatro di numerose violenze. Appena giunto in Ruanda padre Vito Giorgio acquistò ingenti quantitativi di farina, fagioli, riso con cui sfamò gli ospiti dell’orfanotrofio. Gli aiuti della Croce Rossa sarebbero arrivati un mese dopo.

Durante tale periodo accolse presso le strutture dell’orfanotrofio più di 800 tra minori e adulti, collaborando con l’allora Console onorario d’Italia a Kigali Pierantonio Costa e adoperandosi, alla fine della guerra, per il reinserimento e il ricongiungimento familiare degli orfani.

Per resistere inventarono anche l’extraterritorialità dell’orfanotrofio, su suggerimento dello stesso console Costa. All’ingresso dell’orfanotrofio fu posta la scritta “Ambasciata d’Italia, consolato di Nyanza”, in modo da scoraggiare eventuali attacchi. Tutto questo non sarebbe bastato, perché i miliziani entravano lo stesso minacciando una strage: i bambini si salvarono grazie al pagamento di forti somme di denaro, procurate da Costa. La minaccia più grave fu quando un annuncio di Radio Mille Colline, emittente radiofonica di regime, chiamò a raccolta per un attacco al centro.
L’incubo finì il 9 giugno all’arrivo dei soldati del Fronte patriottico.

Nel 1992 padre Vito Giorgio è stato eletto al Consiglio Generale dei Rogazionisti. Tra 1998 e il 2005 è stato responsabile delle attività della Congregazione in Ruanda. Attualmente è parroco alla parrocchia “Gesù Buon Pastore” in Padova.

Nel 2011 è stato nominato “Giusto del mondo”, riconoscimento che il comune di Padova assegna annualmente a coloro i quali si sono distinti nella lotta ai genocidi. 

 

 

Commenti  

 
#2 Eccerto 2016-08-29 13:21
Non conosco il protagonista di questo articolo e neppure ne supponevo proprio l'esistenza.
Tuttavia ancora una volta mi rendo conto come si corra dietro al calciatore a alla velina di turno, quando ci sono veramente queste persone che vivono una vita durissima e al servizio del prossimo. Davvero lodevole e come tutte le persone per bene, ignorate dai più. È la nostra società, purtroppo. Questo articolo offre un bel servizio alla collettività in termini di informazione.
 
 
#1 sognatrice 2016-08-29 06:12
Ho partecipato alla santa Messa del sacerdote di cui si parla, lui era molto commosso raccontando la sua vita in breve, si l'omelia è stata lunga un'ora ma credo che meno di quello non si poteva visto che raccontava una vita, ho cercato di ascoltare tutto nonostante la gente in Chiesa oramai sempre più spesso chiacchiera durante la Messa e sono rimasta colpita dal racconto della sua esperienza in Ruanda, dove ci fu a quanto ho capito uno sterminio di credenti e da dove ora partono i sacerdoti per venire a coprire i posti lasciati liberi da quelli italiani che hanno perso la fede. Mi auguro che la cattiva abitudine di non rispettare la casa del Signore e la santa Messa possa finire, almeno per rispetto di chi crede veramente e che è costretto a sopportare la gente molesta persino durante la Messa.
 

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