Spianata la rotonda al "Sacro Cuore": più sicurezza e più giostre

rotonda sacro cuore senza strutture

Ruspe al lavoro questa mattina, presso la rotonda del quartiere "Sacro Cuore", quella che immette sul tratto di circonvallazione di Cassano.

L'area che ospita le giostre e gli spettacoli viaggianti, durante la Festa Patronale ma non solo,  è stata acquisita definitivamente al patrimonio comunale, dopo una sentenza definitiva della magistratura alla quale si erano rivolti i proprietari delle aree.

Tutto nasce nel 1997 quando l’allora Giunta cittadina guidata da Pino Leporale espropria alcuni suoli nella zona per farci l’abbozzo di circonvallazione e strade adiacenti d’accesso. Espropri del tutto irregolari, con somme di risarcimento incongrue e metodi poco ortodossi come la magistratura amministrativa (in particolare il TAR Puglia)  ha in effetti certificato, tanto che con sentenza n. 23/2011 sia i proprietari che le ditte che avevano effettuato i lavori si sono visti dare ragione, condannando il Comune di Cassano a pagare quasi 54mila euro di indennizzo, a restituire i suoli ai legittimi proprietari ed a ripristinare lo stato dei luoghi.

Somme che però, evidentemente, non hanno lasciato soddisfatte le parti che hanno dunque chiesto al Consiglio di Stato di fare migliore giustizia. Purtroppo per loro e per fortuna del Comune di Cassano, però, nel frattempo viene modificata la legge che riguarda questi particolari casi (il DPR 327/01) cosicché il Comune – visti riaperti i termini – procede in quella che in gergo tecnico-giuridico viene chiamata “acquisizione ex post”. In altre parole: quello che il Comune già aveva, se lo compra, pur dinanzi ad una sentenza della magistratura che dice di restituire ai proprietari il bene. In questo caso i pezzi di suolo.

La questione è che in tutti questi anni la zona è diventata uno snodo fondamentale per alleggerire il traffico in entrata e in uscita sulla circonvallazione cassanese che porta verso Acquaviva, Adelfia e Sannicandro; la rotonda è stata “urbanizzata” con luce, acqua e fogna anche se altro lavoro resta da fare in termini di sicurezza. Dice il Comune – e il Tar conferma - che oramai quel pezzo di proprietà privata ha un prevalente interesse pubblico e offre ai quattro proprietari poco più di 14mila euro. Somma rifiutata in un primo momento, con il conseguente nuovo ricorso al TAR che però rigetta la tesi dei proprietari e assegna definitivamente l'area al Comune.

Abbattuti alcuni manifatti in cemento e le inferriate che ancora insistevano sulla rotonda, questa è stata spianata e ripulita, pronta ad ospitare - stavolta in sicurezza - ancor più giostre e divertimenti per la ormai imminente Festa Patronale.