Mercoledì 18 Ottobre 2017
   
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E' scomparso Leonardo Massaro, ultimo eroe di Cefalonia

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E’ scomparso ieri l’ultimo eroe cassanese del massacro di Cefalonia, uno dei pochissimi ancora sopravvissuti in Italia.

Leonardo Massaro, si è spento all’età di 93 anni, confortato dalla sua famiglia: la salma è vegliata presso la Chiesa di san Rocco fino alle ore 13.00 di quest’oggi per poi proseguire verso la Cappella del Cimitero dove alle ore 16.00 sarà celebrata la Santa Messa e a seguire la tumulazione della salma.

Nato a Cassano il 3 gennaio 1923, Leonardo Massaro partecipò alla Seconda Guerra Mondiale nella gloriosa e sfortunata “Divisione Acqui” con il grado di Caporale.

Fu tra le migliaia di soldati  italiani che i tedeschi misero al muro nell’isola greca di Cefalonia ma per un caso fortunatissimo fu solo sfiorato dalla scarica di mitra. Creduto morto, non venne finito. Ciò gli permise di sopravvivere. Tornato in Patria al termine di un calvario di tradotte, campi di concentramento e di lavoro, sposò la sig.ra Lucia Ragno con la quale ebbe due figli, Franco e Tonia.

Anche grazie alla sua testimonianza, fu ricostruita parte della storia della Divisione Acqui e di quell’eccidio che costò la vita, nel settembre 1943, ad oltre seimila soldati italiani.

Il 4 novembre 2013 il Comune di Cassano volle riconoscere a Massaro una targa per la testimonianza di libertà che il Caporale cassanese ha offerto lungo tutta la sua esistenza.

 

Sulla scomparsa del sig. Massaro, il sindaco Vito Lionetti ha diffuso una nota: "Ricordare un uomo che - nonostante le lacerazioni provocate da quei terribili fatti accaduti ai soldati della Divisione Acqui, ai finanzieri, ai Carabinieri e ai militari della Regia Marina presenti in quell’anno nel cuore del Mediterraneo – ha ripreso in mano la sua vita, conducendola con dignità e contando sempre sulle sue sole forze. L’esempio, verrebbe da dire, di un eroe “normale”, come tanti italiani che hanno combattuto la guerra e sono tornati, spesso feriti dentro e fuori, alle loro case, alle loro famiglie, alla loro condizione di normale cittadini. Italiani, in guerra come in pace, pieni di senso del dovere, del sacrificio, di amore per la Patria, lavoratori non solo per se stessi e per il proprio destino, ma per una intera nazione che si doveva rialzare dalle macerie della dittatura e del conflitto bellico. Sul sangue di quelli che sono caduti, di ogni schieramento, sul sudore di quelli che sono sopravvissuti, è nata la nostra Italia, con le sue utopie concrete di libertà, uguaglianza, pace e solidarietà. Tutta la comunità di Cassano allora, saluta e onora il cittadino Leonardo, un vero italiano, e lo ricorderà sempre per la sua testimonianza coraggiosa e per la sua vita esemplare".

 

 

 

Commenti  

 
#5 Vincenzo Sardone 2016-03-30 17:13
E’ un ricordo affettuoso di grande umanità e saggezza quello che serberò per sempre di Leonardo Massaro, la cui scomparsa il 24 marzo scorso assottiglia ulteriormente il numero già esiguo dei superstiti ancora viventi dell’eccidio delle Divisione Acqui a Cefalonia, Corfù e nelle altre isole Ionie. Qualche anno fa andai a trovarlo per la prima volta per intervistarlo quale sopravvissuto al massacro perpetrato da reparti della Wehrmacht. Mi colpì subito non solo la sua lucida e particolareggiata memoria di quei fatti dolorosi, ma anche la straordinaria mitezza di carattere, probabilmente propria di chi ha assistito a tanta crudeltà con la successiva consapevolezza di essere fra i pochi fortunati scampati alla mattanza.
Durante un convegno, organizzato presso il liceo scientifico di Cassano dalla neonata Fondazione Albenzio-Patrino nell’ottobre del 2013, ebbi l’opportunità di far conoscere ad una partecipe e attenta platea la sua vicenda straordinaria. Una lunga odissea iniziata con l’arrivo a Cefalonia nell’agosto del 1943 come soldato del reparto Sussistenza aggregato alla Acqui, dopo un viaggio durato un mese attraverso l’Italia e i Balcani; la fucilazione dopo la cattura seguita alla battaglia del 15-22 settembre, dopo l’armistizio (si salvò fingendosi morto); la prigionia in un campo di lavoro tedesco in Serbia; la liberazione da parte dell’esercito russo e la successiva partecipazione alla lotta di liberazione balcanica nelle file dei reparti partigiani al comando di Tito (di cui ha conservato un attestato di benemerenza); infine, dopo un lungo viaggio da una Trieste segnata dalla tragedia delle foibe, percorrendo l’Italia lungo il litorale adriatico, l’agognato e insperato ritorno a casa.
Solo in tempi recenti si è finalmente fatta piena luce su quegli avvenimenti e, seppur tardivamente, eroi “invisibili” come Leonardo, grazie anche alla loro longevità, hanno ricevuto l’attenzione che meritavano al pari delle migliaia dei loro commilitoni caduti, da parte di studiosi, ricercatori e istituzioni.
Sono convinto che, grazie anche al pregevole lavoro della Fondazione Albenzio-Patrino, dell’Anpi e dell’Ipsaic di Bari (diretto dal prof. Vito Antonio Leuzzi che realizzò alcuni anni fa con la Rai pugliese il documentario “L’olocausto di Cefalonia”, contenente una testimonianza di Massaro), personaggi come il compianto Leonardo continueranno a rappresentare un esempio per le giovani generazioni.
Personalmente, con il prezioso aiuto di Lucia e dei figli Tonia e Franco, cercherò nel mio piccolo di mantenerne viva la memoria in tutte le occasioni in cui mi sarà possibile far conoscere la sua vicenda storica e umana, anche al di fuori degli stretti confini del nostro paese natio.
Vincenzo Sardone
Ass. Percorsi Storici-Bologna
 
 
#4 Cassanese doc 2016-03-25 13:50
La notizia ha avuto pochi commenti, come evidenziato. Ma, visto il tono della maggior parte dei commenti alle notizie, da un lato è meglio!
Noto, invece, che molti cassanesi hanno condiviso la notizia su Facebook, segno che la figura di questo eroe non è passata inosservata, anzi!
Condoglianze ai suoi cari
 
 
#3 Speranza vana 2016-03-24 23:35
Il sacrificio di tanti nostri soldati caduti e i tanti feriti ,come Leonardo Massaro , e non soltanto fisicamente, non è servito ad avere un' Italia giusta ed equa. Se loro avessero immaginato che la nostra Patria sarebbe stata ingiusta e corrotta, come in effetti è,forse,non avrebber fatto il proprio dovere ,come l'hanno fatto !!!!
 
 
#2 Vito Campanale 2016-03-24 19:00
Anche qui, zero commenti.
Troppo distante la tua vita, caro Leonardo, dall'approssimazione, dalla mediocrità, dalle miserie della vita di quelli che hai lasciato.
Oggi a molti di noi risulta incomprensibile come un uomo sia potuto essere così vicino alla morte per il solo fatto di essere fedele alla Patria, portati come siamo ad identificare l'attaccamento a certi princìpi, alla stregua di un anacronismo, a guardare con sospetto chi porta una divisa.
A te che sei stato forse l'ultimo di quegli eroi involontari e inconsapevoli, noi tutti dovremmo delle scuse per quel che ne abbiamo fatto, del mondo per il quale hai rischiato di morire e che oggi hai lasciato.
Riposa in pace.
 
 
#1 franco massaro 2016-03-24 18:47
ho fatto 400 km il giorno delle palme x vederti zio leonardo ora salutami papa'
 

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