Venerdì 20 Ottobre 2017
   
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Sanità pubblica: aumentano i costi delle cure mediche, gli italiani ricorrono ai prestiti personali

Quando si tratta di salute non si bada a spese, così sarebbe giusto dire. Purtroppo non tutti se lo possono permettere e da recenti studi di settore sembra che sempre più italiani non abbiano a disposizione la necessaria liquidità per gestire le spese in ambito sanitario e per questo siano costretti a ricorrere sempre più spesso a prestiti personali. È questo un  trend dei nostri connazionali che chiedono prestiti agli istituti bancari per le spese mediche purtroppo in continua crescita. Fortunatamente le banche online vengono incontro ai cittadini semplificando tutta la modalità di richiesta: ad esempio, Hellobank permette di richiedere un prestito personale completamente online, offrendo anche altri vantaggi come la possibilità di richiedere un preventivo direttamente sul loro sito web ed effettuare tutte le operazioni senza doversi mai recare in filiale. L’home banking contribuisce dunque molto a semplificare i rapporti tra banche e utenti e quindi anche ad incentivare le richieste di un prestito personale.

Analizziamo qualche dato per renderci conto della situazione complessiva. Dallo scorso giugno al mese di novembre 2015, quasi il 4% delle domande di finanziamento sono state per cure sanitarie e assistenziali per sé e per le proprie famiglie; la tipologia di chi si rivolge agli istituti di credito è di uomini con un'età media di 44 anni, di cui il 67% con lavoro di dipendente privato; una percentuale minore,  pari al 39%, è costituita da donne, mentre solo una piccola parte, circa l’11%, è composta da pensionati. Le cure per cui ci si rivolge ai prestiti personali sono molteplici: vanno dagli impianti di ortodonzia alla gestione di terapie di lunga durata, ma anche trattamenti di bellezza ed interventi di  chirurgia estetica

Se questa necessità è abbastanza distribuita in tutta la nostra penisola, la maggior concentrazione di tale fenomeno si riscontra nelle regioni della Toscana e del Friuli Venezia Giulia, con percentuali di oltre il 6%, mentre più positivi sono i dati in Campania e Puglia dove la percentuale è intorno al 2%. Nonostante questa posizione nella classifica nazionale, nella nostra regione purtroppo ben “69mila persone rinunciano a curarsi perché le liste d’attesa sono troppo lunghe e ben 22 mila famiglie sono finite sotto la soglia della povertà perché costrette ad impegnare le poche risorse a disposizione per le spese sanitarie non coperte.” Queste sono le drammatiche parole di Vitantonio Taddeo, Segretario Generale della Federazione Nazionale Pensionati CISL Puglia Basilicata. Secondo le fonti, la percentuale di pensionati a basso reddito che nello scorso anno ha rinunciato o rimandato prestazioni sanitarie ha un valore di circa il 45,7%. Un dato drammatico che rispecchia una realtà nazionale e regionale del tutto insufficiente ad assolvere i propri compiti. La colpa e le carenze di un sistema sanitario nazionale incapace di assistere le malattie croniche, i soggetti non-autosufficienti e di curare le esigenze degli  anziani, ricade sui pensionati pugliesi che dopo anni di lavoro e sacrifici e dopo aver contribuito alla ricchezza del nostro territorio hanno il diritto di curarsi ed essere curati.

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