Lunedì 18 Dicembre 2017
   
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Sangue, è polemica fra la Fratres e La Ginestra

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“Il Centro Fisso di raccolta sangue è accreditato e autorizzato dalla Regione Puglia solo e unicamente per le attività svolte dalla Associazione “La Ginestra onlus – Clelia Nuzzaco”, tant’è che sia l’accreditamento che l’utilizzo dei locali di proprietà del Comune di Cassano delle Murge sono strettamente legati a precise indicazioni dettate dalla legge e dalle norme contrattuali per cui sono state stipulate dalla scrivente onerose polizze assicurative a tutela dei propri soci, dei volontari  e del personale esterno (proveniente dai diversi Ospedali della Asl Bari) che effettua le raccolte, nonché a tutela della struttura di proprietà comunale”. A scriverlo in una nota è la Presidente dell’Associazione cassanese di donatori di sangue, Annamaria Centrulli in merito alla vicenda della mancata organizzazione, lo scorso 31 gennaio, della raccolta sangue da parte della Fratres cassanese.

Il Presidente della Fratres, Enzo Marsico, nei giorni scorsi ha reso pubblica una lettera nella quale, pur senza citarla, tira in ballo “La Ginestra”: l’auto-emoteca che sarebbe dovuto arrivare a Cassano domenica scorsa per permettere la donazione del sangue ai volontari Fratres, infatti, non era disponibile e dunque i medici dell’ospedale “Di Venere” di Carbonara che avrebbe dovuto effettuare i prelievi contattarono “La Ginestra” per chiedere l’apertura straordinaria del Centro Fisso in via F.lli Rosselli. Ma il Consiglio Direttivo dell’associazione non diede la disponibilità all’apertura perché, come appunta spiega la nota della Presidente Centrulli, “l’iter di autorizzazione e accreditamento per il Centro Fisso di raccolta sangue ha comportato una serie di impegni giuridico-morali, presso la Regione Puglia, che obbligano “La Ginestra” al massimo rispetto delle norme in materia le quali non contemplano ampliamenti, avvicendamenti cessioni a soggetti diversi o aggiunte rispetto alle richieste presentate e che, lo ripetiamo, riguardano esclusivamente l’Associazione “La Ginestra onlus – Clelia Nuzzaco” di Cassano delle Murge”.

Il Comunicato, inoltre, specifica che “a sostegno della decisione del Consiglio Direttivo della scrivente,  è stato ampiamente illustrato nei colloqui intercorsi tra la scrivente ed i responsabili sanitari delle strutture mediche interessante alla Giornata di raccolta - unici interlocutori della associazione scrivente nella questione - i quali hanno accettato e rispettato appieno tale decisione suffragata dalle leggi in materia; accettata l’evidenza che non era possibile svolgere la raccolta di sangue nella struttura autorizzata e accreditata ad associazione diversa da quella organizzatrice, il responsabile del Centro Trasfusionale del Di Venere, risulta alla scrivente, ha proposto una valida alternativa, al fine di non far “saltare” la raccolta programmata, ossia aprire il Centro trasfusionale e mettere a disposizione il personale per accogliere i donatori provenienti da Cassano. Tale proposta è stata rigettata dall’associazione organizzatrice. Tutto questo a dimostrazione che,in caso di contrattempi ci sono sempre delle alternative che possono essere esperite per non mancare agli impegni presi”.

Nella “querelle” fra la Fratres e La Ginestra, inoltre si fa riferimento anche all’amministrazione comunale nella persona del Sindaco Vito Lionetti che secondo qualcuno avrebbe dovuto “obbligare all’apertura” il Centro che, invece, pur essendo alloggiato in locali di proprietà comunale, è comunque regolamentato da un Contratto di comodato d’uso gratuito per cui il Comune non può disporne quando e come vuole, come appunto Lionetti ebbe modo di spiegare in quella occasione ai medici del “Di Venere”.

 

 

Commenti  

 
#10 Cassanese comune 2016-02-05 15:13
x Redazione. Non capisco cosa ci fosse da moderare nel mio commento, ho usato un linguaggio civile e garbato e argomenti pertinenti. Ma i padroni siete voi ... quindi casserete anche questa mia rimostranza. Non me lo spiego e non voglio avventurarmi in sospetti ...
 
 
#9 Suggerimento 2016-02-05 12:01
Perché la fraters non fa un accordo con la ASL di cassano e la fanno li la banca sangue?
 
 
#8 balotelli 2016-02-04 22:45
Non riesco a capire perchè una struttura comunale può essere usata solo da una associazione.......solo da noi succedono queste cose!!!!!

LA REDAZIONE

1) Non è la sola struttura comunale che viene usata da una sola associazione;
2) l'utilizzo di quella struttura ha comportato, come spiegato dalla presidente, una serie di autorizzazioni e accreditamenti che vengono rilasciate al richiedente a fronte di impegni anche onerosi che on possono essere assunti da più soggetti.
3) non è vero che solo da noi succedono queste cose: si informi.
 
 
#7 Cassanese comune 2016-02-04 15:50
Mi sembra che la soluzione prospettata dal commento 3 sia la più opportuna. Il Comune rientri in possesso dell'immobile e, volta per volta, lo renda disponibile per chiunque si occupi di donazione sangue, organi, ... operazioni per le quali, mi sembra di capire, ci vuole un'apposito visto di idoneità.

+++MODERATO+++

Questo sarebbe un problema da RISOLVERE in sede di consulta delle Associazioni. Sono davvero rattristato da quanto successo.

+++MODERATO+++


LA REDAZIONE

Non serve nessun "visto di idoneità" ma un Accreditamento presso la Regione Puglia che risponde a precisi requisiti di legge.
 
 
#6 JRP 2016-02-04 12:28
Sono dell'idea che una donazione è una donazione che venga fatta per l'una o per l'altra associazione, tra esse non deve esserci competizione. Il fine del donare sangue (ed io sono un donatore) è quello solo ed esclusivamente di salvare vite umane. Le competizioni non portano da nessuna parte. Quindi secondo me, visto che i locali appartengono al comune, bisognerebbe dare la possibilità ad entrambe le associazioni di utilizzarli. Sicuramente La Ginestra avrà le sue buone ragioni, ma un po' di buon senso, a volte, ci vuole.
 
 
#5 Lino Manfredi 2016-02-04 12:21
Desolazione che rasenta lo schifo.
Come si può imbastire una querelle simile, sulla raccolta di sangue. Come si può litigare su di un gesto cosi nobile.
Queste sono le cose che fanno pensare tutto il male possibile di queste associazioni, e che dietro ci possano essere particolari interessi e non solidarietà.
Mi sento sempre meni Italiano.
 
 
#4 Tristezza 2016-02-04 12:07
La cosa che più mi rattrista è vedere associazioni di volontariato che invece di collaborare per il bene comune, vanno una contro l'altra come se ci fossero dei tornaconti personali. Ormai questa è normalità, vedi la Consulta. Ognuno pensa a coltivare il suo orticello tralasciando lo scopo principale delle organizzazioni onlus.
 
 
#3 Soluzione 2016-02-04 10:24
Il Comune riprenda in mano i locali e gli affidi ad entrambi a settimane alterne. Se a La Ginestra non sta bene, ciao. Questa e' democrazia!
 
 
#2 Chi ha chiesto nien 2016-02-04 10:00
Ci incuriosisce sapere che fine a fattosi po' tanta pubblicità la poltrona omaggiata vi dai giocatori di carte...poi perché una de le società sono 2 e quell'area poltrone sono tutte verdi
 
 
#1 Felicetto 2016-02-04 08:51
x la Redazione
Farebbe bene a chiarire con un proprio commento, breve conciso e compendioso, cosa è accaduto e su che verte la querela tra le due associazioni.
Non si capisce una beata mazza, i due litigiosi esponenti scrivono da cani (rabbiosi) e intanto la giornata di prelievi, se ho capito qlcs, è andata persa!!!!
Bravi!!

LA REDAZIONE
In sintesi: la Fratres organizza una raccolta di sangue per il 31/01. Il 22/01 gli viene detto che l'autoemoteca non arriverà. I medici del "Di Venere" (non la Fratres) chiede a "La Ginestra" di poter utilizzare il Centro Fisso. Il 24/01 il Direttivo de "La Ginestra" nega il consenso perchè accreditamento e autorizzazioni regionali sono solo per per i soci de "La Ginestra". Il "Di Venere" si rende disponibile ad aprire per il 31/01 la Banca del sangue ma la Fratres rinuncia in quanto difficoltosa raggiungere Carbonara. La raccolta salta. Il 31/01 la Fratres scrive ai soci e divulga la lettera attribuendo le responsabilità a "La Ginestra" dicendo che quello è un centro di raccolta cittadino ma "La Ginestra" replica che quello è solo dell'Associazione, non cittadino.
 

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