Lunedì 12 Novembre 2018
   
Text Size

Radiologia Interventistica dell'Oncologico a rischio: via alla raccolta fime

oncologico-bari

Da circa due giorni è partita una campagna di sensibilizzazione e una raccolta firme contro la chiusura del Reparto di Radiologia Interventistica dell’Oncologico “Giovanni Paolo II” di Bari, un reparto che da quando è nato usa tecniche e macchinari all’avanguardia per la cura dei tumori e al quale arrivano migliaia di pazienti ogni anno per essere curati da valenti medici e personale infermieristico specializzato.

Un gruppo di pazienti, una dei quali di Cassano, ha scritto una petizione indirizzata alla Direzione Sanitaria, alla Procura della Repubblica, alla Regione Puglia e a tutti gli organi competenti, dove spiega perfettamente la situazione. I pazienti che hanno firmato sono quasi 50 in due giorni, mentre in contemporanea è partita la campagna anche su internet, su change.org, che finora ha raccolto 90 firme. Chiaramente ce ne vogliono tante altre, e per questo invitiamo tutti a condividere sui social network (anche su twitter con #salvaradiologiainterventisticaoncologicobari) e firmare  sul sito la petizione, di cui trasmettiamo il testo. Grazie a tutti!

“Questa iniziativa è nata a causa  della situazione, a dir poco vergognosa e lesiva dei diritti fondamentali del malato, che si è venuta a creare in queste ultime settimane. Noi siamo pazienti che per la nostra patologia ricorriamo periodicamente a ricoveri in questo reparto per trattamenti e/o  interventi. Per tutti quanti noi l’UO di Radiologia Interventistica è stato ed è un punto di riferimento fondamentale perché qui abbiamo sempre trovato da parte del personale medico, paramedico e, non meno importante, del personale OTA, grande professionalità, umanità e disponibilità, qualità di cui un paziente oncologico, che si trova a combattere ogni giorno per sopravvivere al cancro, ha bisogno!

In queste ultime settimane abbiamo assistito a dei cambiamenti a dir poco scandalosi.  In primis la riduzione dei posti letto: i pazienti operati sono stati accorpati al reparto di senologia subendo grande disagio. Il reparto di Radiologia Interventistica è tuttora gestito da una infermiera e dalla Coordinatrice che si sono dovute occupare delle attività ambulatoriali quali chemioterapie,ipertermia, biopsie, ecografie e ricoveri con grande abnegazione, qualità che ha sempre contraddistinto il personale, per creare meno possibile disagio ai pazienti. Ma quello che si è venuto a creare questi ultimi giorni è qualcosa di allucinante: dall’oggi al domani è avvenuto il trasferimento della Caposala dott.ssa Di Lella, che ha sempre svolto il suo lavoro egregiamente dal punto di vista tecnico e umano, lasciando il Reparto senza coordinatore.

Il personale infermieristico è stato ridotto al minimo: una sola unità o, quando va bene, due unità che si devono prendere carico dei pazienti dislocati in Senologia e di quelli ambulatoriali  che sono così  costretti ad attese lunghissime per poter cominciare la chemioterapia o i vari trattamenti. Il personale  medico    svolge le necessarie attività ambulatoriali senza la collaborazione dell’infermiere perché questi è impegnato in altre attività. Nonostante tutto anche il personale medico ha continuato a svolgere il proprio lavoro con passione e dedizione anche se purtroppo costretto ad allungare i tempi di attesa essendo  impegnato a svolgere entrambe le proprie mansioni  e quelle dell’infermiere.

 Chiediamo quindi  il reintegro nel più breve tempo possibile della Caposala dott.ssa Di Lella e del personale infermieristico, affinché il Reparto in questione torni a funzionare come ha sempre fatto.

Non bisogna mai dimenticare che in un ospedale il protagonista è il PAZIENTE: la burocrazia, la politica e gli interessi appartengono ad altre realtà, lontane anni luce dalla nostra.

Restiamo in attesa di un celere riscontro”.

 

PER FIRMARE LA PETIZIONE, CLICCA QUI

Commenti  

 
#3 Amedeo Venezia 2015-08-27 23:13
Condivido pienamente l’iniziativa proposta. Purtroppo quello della riduzione dei posti letto o della chiusura di reparti ospedalieri di fondamentale importanza è la conseguenza di una sanità gestita in modo miope, a tipo prevalentemente “ragioneristico” ,da politici incompetenti (basta l’esempio di un ministro della sanità che “vanta” un diploma di maturità classica) i quali determinano la nomina di direttori sanitari (talora formatisi solo dietro le scrivanie). Se fossero gli operatori sanitari cresciuti sul campo (ovvero in ospedale) a determinare le scelte operative ed a formare il personale di un ospedale, forse la situazione sanitaria sarebbe più efficiente. Peraltro basti pensare che nella ASL Bari (che va da Molfetta a Monopoli), ad onta di un crescente numero di anziani, esiste (forse per ancora pochi mesi) soltanto un’Unità Operativa di Geriatria (con 15 posti letto), permettendo la gestione della salute dei “vecchi” a medici ed a strutture poco competenti (se non dannose). La salute, per molti politicastri é solo l’occcasione per poter gestire potere e denaro, ammantandosi di una falsa umanità . Per poter colloquiare e realizzare concreti programmi é necessario che l’interlocutore sia competente e sappia ascoltare. Capire per servire. Amedeo Venezia
 
 
#2 Giovanna Gemmato 2015-08-27 08:47
Gentile "moglie arrabbiata", grazie mille della sua firma, anche noi abbiamo trovato medici competenti e non, ma nel caso specifico le assicuro che i medici di questo reparto hanno seguito la paziente (mia sorella) anche il giorno di Ferragosto. Tutti abbiamo brutte esperienze, ma quando capita di trovare medici di coscienza è bene sostenerli. Oltretutto, qui si parla di riduzione di posti letto, quando il dottor Veronesi dice da tempo che i malati di tumore cresceranno sempre di più, fino ad ammalarsi uno su due. E' una percentuale altissima che non va presa sottogamba, e qui invece chiudiamo i reparti! Grazie ancora e in bocca al lupo a suo marito e a lei!
 
 
#1 moglie arrabbiata 2015-08-27 07:38
Tutti gli ospedali hanno i loro pro e i loro contro... medici che fanno i medici e quelli no...alcuni pazienti e io parlo x esperienza,vengono trattati da "cavia"mio marito ha rischiato nel 2014 grazie alla mia testardaggine sono tornata dal vecchio oncologo e ora e arrivato a un trapianto..mentre li in questo ospedale mi dicevano SIGNORA STIA TRANQUILLA NN CE NIENTE...E INVECE LA MALATTIA SI ERA RIPRESENTATA! Firmo solo pervhe capisco cosa significa stare male e x chi si trova brne...ma ho voluto dire cmq la mia.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI