Lunedì 12 Novembre 2018
   
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Castellucci, la vicenda finisce in Tribunale

michele castellucci

 

Da autista di ambulanze a scaricatore di carta igienica.

Un demansionamento che ha il sapore del “mobbing” e che ha portato il cassanese  Michele Castellucci a denunciare la ASL /Ba , chiedendo un risarcimento di 600mila euro all’Azienda Sanitaria Locale barese.

Lunedì il processo, presso il Tribunale di Bari, entrerà nelle fasi più importanti, con l’ascolto dei testimoni da parte del Giudice.

Perchè si è arrivati in un’aula di giustizia affinché ad un lavoratore vengano riconosciuti i suoi diritti?

Tutto nasce nel 2010 quando Castellucci viene assunto, a tempo indeterminato, dalla Asl come autista di ambulanze e assegnato presso la postazione “118” di Santeramo in Colle.

Dopo qualche tempo, però, scopre che il suo contratto di lavoro ha delle difformità rispetto all’inquadramento che la legge prescrive per questa tipologia di lavoratori e lo fa presente alla Asl, anche perché nella sua situazione si trovano anche altri operatori, autista di ambulanze che invece di essere inquadrati nella categoria BS sono in categoria B dunque da tecnico autista.

La Asl chiede spiegazioni su questa difformità al Coordinatore del “118”, dott. Marco De Giosa e da quel momento – a dire di Castellucci – cominciano una serie di problemi: resta a casa e non viene inserito nei turni pur essendo, i suoi colleghi, in affanno rispetto alla copertura degli stessi, viene accusato di non rispondere al cellulare, pur essendo reperibile, ma in realtà dal “118” chiamavano un altro numero di cellulare, inesistente.

Fino a quando, nel gennaio 2013, viene trasferito a guidare un “Fiorino” per la consegna della carta igienica nei diversi plessi della Asl di Altamura e quando il mezzo va in avaria, lo lasciano seduto dietro ad una scrivania a far niente. E con in più un consistente taglio di stipendio mensile.

Cominciano i problemi di salute per Castellucci, forse aggravati dalla situazione di vessazione che si trova a vivere quotidianamente e decide, dopo inutili richieste di reintegro nella sua posizione lavorative e dopo aver interessato  anche l’Assessorato Regionale alla Salute.

Neppure l’Assessorato, infatti, riesce a ricevere chiarimenti dalla Asl, pur avendo fatto formale richiesta al Direttore Generale dell’Azienda, Colasanto.

Parte, quindi, la vicenda giudiziaria a seguito di denuncia da parte di Castellucci che alla Asl chiede il reintegro nella sua posizione e un risarcimento per danni fisici e morali di 600mila euro.

 

Potete ascoltare qui l’intervista che il giornalista di “Il Quotidiano Italiano”, Antonio Loconte ha realizzato qualche tempo fa all’autista cassanese.

GUARDA L’INTERVISTA

 

 

Commenti  

 
#9 finirà 2015-06-13 12:29
Grazie Michele per la risposta.
Per quanto riguarda il commento di "lavoratore" vorrei solo fargli notare una cosa: se a un lavoratore, senza una ragione reale, gli viene negata la possibilità di progredire in azienda, a differenza di altri si commette una cattiveria umana prima che sindacale. E' dura trovarsi in quella posizione, glielo posso assicurare. E ti vedi altri lavoratori con la terza media che ti eguagliano e superano come inquadramento. Ti posso dire che perdi alcuni mesi di vita, senza esagerare. E ti viene una rabbia contro il dirigente o i dirigenti che ti fanno questo solo per antipatia che non può immaginare. E io farei pagare anche al sindacato perchè conosce la situazione ma per quieto vivere non fa quello che dovrebbe per i suoi tornaconto. Altri ipocriti! Perchè il sindacato si paga. Vabè la finisco qui.
 
 
#8 castellucci 2015-06-11 18:56
Avv.michela nocco Santeramo in colle in gamba sul diritto del lavori quando vuoi contattami su fb mik caseluci ti do il suo numero
 
 
#7 Lavoratore 2015-06-10 17:58
Leggo, testuali parole:
"Dopo qualche tempo, però, scopre che il suo contratto di lavoro ha delle difformità rispetto all’inquadramento che la legge prescrive per questa tipologia di lavoratori"... non sarebbe più opportuno sollevare dubbi e perplessità all'atto della sottoscrizione di un contratto di lavoro?!
Per non parlare dello stato di "vessazione" a cui è sottoposto perché "lo lasciano seduto dietro ad una scrivania a far niente." :eek: :eek: :eek:

Detto ciò, premesso che (troppo) spesso chi è chiamato a giudicare simili conflitti fa pendere la bilancia dalla parte del dipendente, sono un pò incaxxato perché probabilmente questa (evitabile) battaglia sortirà i suoi effetti sulle mie tasche di contribuente e di lavoratore che ha come primo interesse quello di portare il poco pane a casa.
E non me la sento di addossare le colpe solo ai dirigenti, ma a tutte le parti in causa...quindi...scusate ma non ce la faccio ad esprimere la mia solidarietà!
 
 
#6 Enigma 2015-06-08 05:23
Il Dirigente che ha sbagliato deve pagare di tasca sua,fai bene sig.Castellucci devi andare sino in fondo,sai in quanti posti questi dirigenti fanno i +++++ loro? andate nelle scuole dove esiste veramente +++++ ,ultimamente stava pure la campagna elettorale nelle scuole per conto di parenti di qualche dipendente con minaccie ad alunni che se non votavano al loro parente erano +++++ ma dove siamo arrivati?
 
 
#5 Giorgino 2015-06-07 18:18
Tutta la mia solidarietà a questo lavoratore. Vorrei dargli davvero il segno della mia comprensione e amicizia. Il demansionamento ed il mobbing sono cose molto gravi. Concordo con il commento n. 4: deve pagare il dirigente che ha permesso questa cosa. Anzi, non solo economicamente: il dirigente dovrebbe pagare con lo stesso trattamento, come in un contrappasso. Lui ed i suoi figli: così capisce cosa vuol dire privare della dignità una persona. Direi a Castellucci di resistere, di resistere con dignità: i lavoratori sono dalla tua parte.

E poi, infine, vorrei sapere quanto prende il suo dirigente: quello che ha dimezzato, con tanta disinvoltura, lo stipendio (di sussistenza) di un lavoratore.

La verità è che nel pubblico impiego qualche dirigente - che si sente onnipotente - ha trattamenti un po troppo gonfiati. In nessun paese d'Europa esiste un rapporto così spropositato tra stipendio dei lavoratori pubblici e dirigenti pubblici: un vero schifo di iniquità che grida rabbia e vendetta e che continua a generare queste brutte vicende di sopraffazione. Della serie (detta con Alberto Sordi) "io sono io, e voi non siete un c..."!
 
 
#4 finirà 2015-06-07 15:39
Spero che i soldi li cacci fuori "il dirigente" che ha sbagliato, e con gli interessi anche.
Per cortesia mi daresti il nome dell'avvocato? Vivo la tua stessa situazione da cinque anni e vorrei semplicemente essere reinserito dove ero fin dal primo giorno di assunzione, poichè ora sono sottodemansionato e svolgo una mansione usurante. Il tutto senza un motivo malgrado le mail all'azienda di chiarimenti in merito. Mi trovo nella tua stessa situazione, anche se in un altra azienda dove vanno avanti i soliti raccomandati e sindacalisti. Non è per dire ma è così. Ti ringrazio in anticipo.
 
 
#3 miki 2015-06-07 14:38
Ha uno stipendio. E mi sembra strano. Vorrei ascoltare il datore di lavoro. Mi vien da ridere
 
 
#2 Cioè 2015-06-07 14:02
Bravo bravo denunci tutti!!
 
 
#1 xy 2015-06-07 12:22
600MILA euro che deve pagare,in caso dovesse aver ragione, I CONTRIBUENTI??Ma qualcuno si e' bevuto il cervello??????
 

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