Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Circonvallazione: il Comune chiude il contenzioso

circonvallazione

Il Comune di Cassano rinuncia a proseguire in Tribunale la vicenda che lo contrappone alla società barese “Intraferr”  che nel 2009 progettò la Circonvallazione di Cassano, senza essere mai pagata vista la revoca del finanziamento da parte della Regione Puglia.

Con proprio Decreto, infatti, il sindaco Vito Lionetti ha dato mandato all’avvocato che difende il Comune, Lorenzo Derobertis di Bari, di arrivare ad una definizione bonaria della lite giudiziaria con la “Intraferr” che trascinò il Comune cassanese in Tribunale chiedendo i danni ed avendone ragione in primo grado: nel febbraio scorso (come scrivevamo su “La voce del paese” n. 6 del febbraio 2014) il Tribunale di Bari ha condannato il Comune cassanese a pagare alla Intraferr 221.679 euro (più interessi legali) come parziale risarcimento in adempimento del contratto mentre per l’ulteriore somma di 253mila euro che la società chiedeva al Comune (come indennizzo per il mancato guadagno) il Tribunale fissò una nuova udienza al 25 novembre prossimo.

Quella udienza, dunque, non ci sarà.

Il Comune di Cassano ha deciso di chiudere il contenzioso, anche per entrare in possesso della progettazione definitiva della Circonvallazione da poter sfruttare eventualmente in altre eventuali opportunità di finanziamento.

Un colpo di spugna, dunque, su una vicenda che vede imputata la Regione Puglia (l’allora assessore ai trasporti, Loizzo, revocò all’improvviso il finanziamento di 8 milioni di euro quando ci fu il cambio di amministrazione in Comune e al sindaco Gentile subentrò la Di Medio) e l’ex amministrazione cassanese guidata proprio da Gentile.

Vale la pena, a questo punto, ricapitolare brevemente la storia (per chi volesse approfondire, clicca qui)

Era il 21 settembre 2009 quando questo giornale lanciò la notizia che la Regione aveva revocato il finanziamento.

La revoca scattò per il ritardo con cui l’Amministrazione Comunale (prima a guida Gentile poi Di Medio) aveva  presentato le progettazioni di massima e quelle definitive, a diversi anni di distanza dall’ottenimento del finanziamento stesso.

L’idea della Circonvallazione era nata diversi anni addietro, nell’epoca d’oro della Natuzzi che da Santeramo faceva transitare decine di Tir al giorno verso il porto di Bari e l’Autostrada, carichi di divani. La necessità di far transitare questi camion lontano dal paese era impellente ma solo anni dopo (nel 2007) la Regione Puglia concesse al Comune di Cassano 8 milioni di euro per realizzare il primo stralcio della Circonvallazione: un semicerchio che doveva unire due punti della Strada Provinciale 236 (che da Sannicandro di Bari  – passando per Cassano – porta a Santeramo in Colle) attorniando il centro abitato; per l’intera opera, invece, era stato stimato un costo di circa 21 milioni di euro.

L'iter vero e proprio, con gli avvisi di esproprio, partì solo due anni dopo, nel giugno 2009 mentre la nuova Amministrazione Di Medio si insediava in Comune.

Il 27 luglio di quell’anno, poi, la maggioranza approvò il progetto preliminare della Circonvallazione, con i voti contrari del centrosinistra e il “sì” di “Nuova Idea Domani” ad eccezione di Davide del Re.

Passano meno di due mesi e dalla Regione arriva la doccia fredda, Loizzo revoca gli 8 milioni: “Ai sensi e per gli effetti della Deliberazione della Giunta Regionale n.2119 del 10.11.2009, si è disposta la revoca dell’intervento denominato “Realizzazione di una nuova circonvallazione, in abitato di Cassano delle Murge, per collegare la S.P. 236 Santeramo-Bari” per criticità e ritardi progettuali”, riconoscendo al Comune di Cassano solo 200mila euro a parziale risarcimento del danno subito.

Quattro righe da parte di un funzionario della Regione Puglia al sindaco Di Medio e la comunità cassanese si ritrova 8 milioni di euro in meno e un intervento infrastrutturale, potenzialmente importante, sfumato.

Ora, con un altro atto, la incolpevole comunità cassanese si ritrova a dover pagare centinaia di migliaia di euro per colpe che sono di altri: della Regione Puglia, degli ex ingegneri comunali dell’Ufficio Tecnico, di vecchi amministratori che – come si legge benissimo fra le righe del Decreto di Lionetti – sono ancora presenti nelle stanze del potere amministrativo cassanese.

Commenti  

 
#4 cittadino mars 2014-07-13 19:47
Perché paghiamo ? come cittadino che paga le tasse caro sindaco ho il diritto di sapere per colpa di chi paghiamo progetti senza le opere ???? Sindaco chi ha sbagliato al comune deve pagare.
 
 
#3 Lionetti sindaco 2014-07-12 06:26
Caro Signor Sindaco le sue ultime azioni mi fanno capire che lei ha proprio il temperamento di un combattente!!!
(Se qualcuno non lo capisce è ironico)
 
 
#2 piz 2014-07-11 17:43
il pd allora ebbe ragione a votare contro.
 
 
#1 volavola 2014-07-11 16:24
Una cosa certa è che i responsabili non pagano mai o quasi mai.Se tale gente è ancora appoltronata (in base a ciò che viene detto nel Decreto) nulla si può per evitare che facciano ancora danni? Meno male che le colpe sono sempre degli altri,vedremo fra anni con un nuovo sindaco,si scioglierà altra neve ed appariranno altre st.....te (avranno un colore diverso).Un saluto.
 

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