Stop al Progetto "Lame": il sindaco blocca il ricorso

Il luogo dove dovrebbe sorgere il vascone copy copy

Stop al Progetto “Lame”.

Lo ha deciso la nuova amministrazione comunale di Cassano a guida Lionetti che con un Decreto  Sindacale dello scorso 9 giugno ha deciso di ritirare il ricorso presentato dalla amministrazione Di Medio dinanzi al Tribunale delle Acque di Roma nei confronti dell’ex Genio Civile, l’ufficio regionale che aveva sottolineato numerose criticità nel progetto predisposto dalla società “Advenco” di Noci.

Società di progettazione (assieme ad un’altra società, la “Enser” srl e al geologo Massimiliano De Venere) a cui il Comune avrebbe chiesto – stando ad alcune indiscrezioni raccolte da questo giornale - di ripresentare un nuovo progetto che contempli non solo la eliminazione dei contestati “vasconi” (sia il n. 1, quello che avrebbe dovuto essere costruito sulla via per Santeramo – così come chiesto dall’ex Genio Civile – che il n. 2, nei pressi della “Grotta del Lupo”, a due passi dal Convento, contestato soprattutto dal Comitato Cittadino “Lamafutura”, da sempre contraria a questo tipo di progettazione) ma a farlo nel più breve tempo possibile, per far sì che il finanziamento europeo di 4 milioni di euro non  vada perso.

Aderendo alla richiesta dell’ufficio regionale, dunque, il Comune di Cassano ha fatto venir meno i motivi di conflittualità con la Regione, rinunciando alla causa dinanzi al Tribunale romano che ha competenza su progetti di idraulica e non solo.

Nello stesso tempo verrebbe meno anche il ricorso intentato da un gruppo di cittadini cassanesi - prima al Tar e poi dinanzi al Tribunale delle Acque -  con il quale si chiedeva l’annullamento degli atti amministrativi del Comune di Cassano che diedero il via alla gara per la realizzazione del Progetto “Lame”: l’udienza per decidere in merito, a Roma, si terrà il prossimo 9 luglio.

Vito Lionetti e Davide Del Re, dunque, mantengono fede alla promessa fatta durante la campagna elettorale: “se vinciamo, stop al progetto Lame” dicevano dai palchi. Almeno nella versione che finora è stata conosciuta e dibattuta da due anni a questa parte, segnando anche uno scontro fra società civile e amministrazione Di Medio che ha finito per penalizzare quest’ultima elettoralmente parlando.

Ovviamente la vicenda è ben lontana dal concludersi, aprendo spazi a potenziali contenziosi legali: da parte dell’Advenco, ad esempio, che, lo ricordiamo, non fu scelta dalla vecchia amministrazione Di Medio ma risultò vincitrice di un Bando Pubblico.

Senza parlare, poi, delle 13 ditte che hanno partecipato alla gara di realizzazione del progetto, il cui avvio – in piena campagna elettorale – scatenò molte polemiche fra il Comune, l’amministrazione uscente e la lista “Rinascita” guidata da Vito Lionetti.

La gara è stata sospesa con effetto immediato e pur se le ditte erano state preavvisate di un possibile “stop” al progetto perché sotto giudizio, occorrerà capire quale scelta faranno per il futuro.

Da considerare, infine, l’aspetto più preoccupante ovvero il finanziamento europeo di 4 milioni di euro che non può essere perso, pena il procrastinarsi di un problema, quale quello delle piogge torrenziali che investono Cassano, a cui occorre dare una soluzione: delle “Lame” se ne parla già dal 2009 (anno di ottenimento del finanziamento) e i progetti concorrenti cui fanno gola quei soldi certo non mancano.