Mercoledì 14 Novembre 2018
   
Text Size

Progetto "Lame": sarà il Tribunale delle Acque a decidere

municipio

Sarà Roma a decidere il futuro del “Progetto Lame”.

Lo scorso 29 gennaio il Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia – a cui un gruppo di 21 cittadini ha fatto ricorso, qualche mese fa, chiedendo l’annullamento delle delibere della Giunta Comunale di Cassano che davano il via libera al progetto che intende realizzare una serie di opere (fra cui due vasconi) per proteggere parte dell’abitato dalle acque piovane – dopo aver ascoltato le parti, si è riservato di decidere sull’accoglibilità o meno della questione sollevata dal Comune di Cassano rispetto alla giurisdizione della vicenda.

Per il Comune, cioè, non è il Tar Puglia la sede dove poter discutere del contestatissimo progetto, bensì il Tribunale superiore delle acque pubbliche della Repubblica Italiana, organo giurisdizionale competente a decidere nei processi d'appello delle sentenze dei tribunali regionali delle acque pubbliche, con competenza in materia di controversie sulle acque pubbliche, demanialità dei terreni, risarcimento dei danni.

Il Comune cassanese tende, così, a spostare altrove l’attenzione del progetto che in molti criticano per la sua “pericolosità” intrinseca.

Quest’oggi il Tar si è dichiarato incompetente a decidere sulla questione.

“Si sono dati la zappa sui piedi”, commenta un autorevole membro del Comitato “Lama Futura”, il comitato cittadino spontaneo che riunisce, oltre ai 21 ricorrenti, anche altri cittadini contrari alla realizzazione del progetto: “il Tribunale superiore delle acque pubbliche - ci spiega - è infatti un organo anche tecnico, del quale fanno parte ingegneri specializzati e altri professionisti che la materia la conoscono fin nei minimi dettagli dunque non si tratta solo di giudici togati che vanno a verificare il corretto ossequio delle leggi e delle prassi amministrative….gli basterà dare un’occhiata al progetto dell’Advenco (la società di Noci che l’ha realizzato, ndr) per mettersi le mani nei capelli….e bocciarlo all’istante….”.

Cosa c’è, dunque, dietro la mossa del comune cassanese nel portare altrove la vicenda? Perchè questa mossa apparentemente “suicida”?

Un fatto appare sempre più certo: del "Progetto Lame" si occuperà la prossima amministrazione comunale, visto che a poco più di tre mesi dalle elezioni amministrative sembra davvero impossibile per la Di Medio posare la prima pietra dell’opera.

 

Commenti  

 
#5 RaffaellaCasamassima 2014-02-12 08:30
Per B. Ops!g.b.: stiamo dicendo la stessa cosa XD
 
 
#4 Gb x Casamassima 2014-02-12 07:41
Certo: la sentenza dice proprio questo. Dal suo intervento,quando parla di "risparmio di soldi e tempo" sembra, però, faccia riferimento al Comune....invece tempo e soldi li avrebbero risparmiati i cittadini....ammesso che fosse ciò che volevano...
 
 
#3 RaffaellaCasamassima 2014-02-11 21:39
Scusi:Che il Comune fosse resistente nel Giudizio questo lo avevo capito. Dunque non c'è una sentenza di rigetto della domanda per incompetenza di materia?
 
 
#2 Gb x Casamassima 2014-02-11 20:52
Gent.ma R.C., ad incardinare il giudizio non è stato il Comune ma i 21 cittadini che hanno chiesto al Tar di annullare le delibere: il Comune, fino a qualche settimana fa, si era solo dovuto "difendere". Successivamente è arrivata la decisione - questa sì del Comune- di ricorrere al Tribunale delle Acque.
 
 
#1 RaffaellaCasamassima 2014-02-11 20:29
Io non la definierei una "mossa" del Comune. Diciamo che il giudizio è stato incardinato dinanzi ad un Tribunale incompetente. Incardinarlo bene avrebbe portato via meno tempo e DANARO.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI