Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Legambiente, Territorio: dall’emergenza alla prevenzione

seminario legambiente

L’alluvione di Ginosa dello scorso ottobre e il disastro abbattutosi pochi giorni fa in Sardegna, sono purtroppo tragedie che vanno ad aggiungersi ad una lunga lista di eventi catastrofici che hanno colpito l’Italia negli ultimi anni.

Tragedie che non dipendono certamente solo dai cambiamenti, sempre più preoccupanti, dei fenomeni climatici. Il rischio idrogeologico nella nostra regione e nell’intero paese fonda le sue radici anche nello scellerato uso del territorio da parte dell’uomo.

Nei giorni scorsi, presso l’auditorium del Liceo “Da Vinci-Platone”, il circolo cassanese di Legambiente ha portato all’attenzione della comunità un problema che va conosciuto, affrontato e condiviso, attraverso il seminario “La forza dell’acqua e il ruolo del bosco nella mitigazione del rischio idrogeologico”.

“A noi non piace l’ambientalismo urlato, noi crediamo nell’ambientalismo che si fonda sulla conoscenza” – ha esordito Gianni Spina, presidente di Legambiente Cassano – “Occorre affrontare la fragilità della nostra terra attraverso gli strumenti appropriati e la responsabilizzazione di tutti i cittadini”.

Presente anche la prima cittadina cassanese, il sindaco Di Medio, la quale ha sottolineato il valore dell’educazione ambientale, rivolta soprattutto agli adulti, e all’importanza di “sapere dire anche dei no nel rispetto della natura e dell’ambiente”.

A moderare l’incontro il geologo Francesco Bartucci, responsabile Commissione rischio idrogeologico Legambiente Puglia, il quale è entrato nel vivo della discussione sostenendo, a ragione, che in Italia siamo tristemente famosi per la “cultura di emergenza”, “è necessario cambiare mentalità, perché il rischio idrogeologico può essere prevenuto, occorre avere l’umiltà di imparare a leggere il nostro territorio e a conoscere i segni del passaggio dell’acqua, uscire dalla cultura dell’emergenza ed entrare in quella della prevenzione”, ha dichiarato Bartucci.

Il geologo si è poi soffermato sugli scempi costruiti in zone critiche dal punto di vista idrogeologico, come per esempio gli enormi parcheggi degli ormai onnipresenti centri commerciali, ettari ed ettari di zone asfaltate in maniera inappropriata.

Di interventi realizzati senza nessuna logica e fenomeni di abusivismo edilizio ne ha parlato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale di Legambiente, dichiarando che in Puglia sono 200 i comuni ad alta criticità idrogeologica.

Zampetti ha messo in luce, sfatandolo, il “mito della messa in sicurezza”, dimostrando come spesso l’approccio è impattante ed inefficace, “la manutenzione e la cura del territorio è necessaria soprattutto se tradotta in presidio territoriale attraverso piani strategici e innovativi, condivisi da tutti”.

Formazione, informazione e condivisione ma anche una legge che deve essere chiara e non equivoca, come ha affermato il dott. Giordano, dirigente Servizio Foreste regione Puglia, “è finito il tempo delle mediazioni, bisogna essere rigidi e agire con intelligenza”. Punto sul quale si è soffermato anche il dott. Milillo, presidente Federazione regionale Ordine dottori agronomi e forestali, dichiarando l’esigenza di una programmazione burocratica che punti sulla semplificazione e sulla tempistica.

Ospite del seminario anche la figura istituzionale della prof.ssa Giuliana Trisorio Liuzzi, (Università di Bari), presidente dell'Autorità di Bacino Puglia, la quale ha spiegato che la questione ambientale è entrata nel vivo dello scenario politico solo a partire dalla fine degli anni ’80, portando un’ondata di cambiamenti grazie anche al processo di europeizzazione. Le autorità di bacino sono state istituite nel ’89 attraverso la legge sulla difesa del suolo e hanno il compito di programmare e pianificare per garantire la sicurezza e la tutela del territorio.

A questo proposito è intervenuto il dott. Taurino, dirigente ARIF, ricordando quanto siano importanti gli interventi di ordinaria amministrazione e ponendo l’esempio della foresta Mercadante come esempio lungimirante di intervento e di messa in sicurezza del territorio. Taurino si è inoltre soffermato sui futuri piani di assestamento forestale.

Sul ruolo fondamentale della foresta Mercadante sono intervenuti infine gli esperti Apollonio e Campanile, dimostrando quanto sia stata importante l’influenza della foresta nell’alluvione che, nel 2005, colpì Cassano, ergendosi a vero e proprio baluardo difensivo del territorio.

Un seminario che come fine ha quello di sensibilizzare i cittadini verso il rispetto dell’ambiente, non poteva dare voce anche a chi come l’ing. Mavellia, del comitato cittadino Lamafutura, combatte affinchè ulteriori interventi di cementificazione siano evitati.

 

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