Mercoledì 14 Novembre 2018
   
Text Size

Dortmund alla scoperta di Cassano e del cece nero

tedeschi 1

A Dortmund, da oggi, ci sarà sicuramente qualcuno che parlerà entusiasticamente della Puglia e anche di Cassano delle Murge.

Ieri, infatti, nel tardo pomeriggio, un gruppo di diciotto tedeschi, armati di macchine fotografiche e accolti dal vicesindaco Michele Ruggiero e dall’assessore alle politiche europee Pasquale Di Canosa, ha potuto passeggiare per le viuzze del nostro centro storico e visitare alcune delle piccole ma preziose bellezze del nostro paese, come il Palazzo Miani Perotti e la chiesa del Crocifisso.

Non si è trattato di semplici turisti, ma di appassionati membri di una scuola nella quale, non solo si studia la lingua italiana, ma anche e soprattutto la storia, la letteratura, la cultura, la gastronomia, gli usi e costumi del Belpaese.

A fare da anello di congiunzione tra la Germania e la Puglia, è stato Domenico Cafarchia, il quale si occupa di consulenza per l’internazionalizzazione di impresa, specificatamente nel settore Food e wine ed esperto nel campo dell’export.

“L’obiettivo è quello di far conoscere quanto più è possibile la biodiversità del nostro territorio – ci spiega Cafarchia – da noi non si fa semplice turismo ma si fa esperienza, che è poi il vero modo di conoscere a fondo ciò che si visita; solo in questo modo si riescono a stabilire le differenze tra un posto e l’altro e i turisti riescono ad apprezzare le caratteristiche e le identità dei luoghi che visitano”.

Cassano delle Murge è stata l’ultima tappa di un viaggio  iniziato sabato scorso e che ha condotto il gruppo tra Gioia del Colle, Altamura, Acquaviva, Bitonto, Bari, Barletta, Polignano, Monopoli, Mesagne e Matera. Una settimana alla scoperta non solo dei luoghi e della storia ma anche un viaggio nel vivo delle tradizioni, in particolar modo di quelle eno-gastronomiche.

“Die sprachenschule in Kreuzviertel” è il nome di questa scuola e significa letteralmente: “scuola di lingue del quartiere della croce”, come ci ha spiegato la direttrice e docente Lara Baier, di origini per metà italiane, interprete, giurista e traduttrice. “La scuola è stata fondata nove anni fa e tra le varie lingue si studia anche l’italiano, abbiamo ben 16 corsi di italiano e un generale e grandissimo interesse per l’Italia. Amo specialmente il sud – ci racconta – e per me è molto importante poter far conoscere tutti gli aspetti di un Paese, non solo la lingua, e il modo migliore per conoscere è visitare i luoghi che si studiano, anche per poter capire quali sono le differenze con la nostra città e la nostra cultura”.

Gli studenti di questa scuola privata ricoprono tutte le fasce d’età e frequentare i corsi, per loro è una “semplice e pura passione”, come ci racconta una signora innamorata della lingua e della cultura italiana.

La Direttrice della Biblioteca Comunale, Maria Livrieri ha presentato la storia del Palazzo Miani-Perotti, conducendoli nelle sale della Biblioteca e della Pinacoteca, spiegando poi i pannelli sulla grotta Nisco e parlando delle bellezze del Parco nazionale dell’Alta Murgia.

tedeschi 2

In seguito, la prof.ssa Angiulo dell’associazione “Centro storico” ha accompagnato i turisti a visitare la Chiesa Madre, la chiesetta del Crocifisso e alcuni dei più antichi pozzi del centro storico.

Come suddetto, i viaggi organizzati dalla scuola prevedono soprattutto un’immersione tra le specialità gastronomiche del territorio e infatti alcuni dei turisti ci hanno parlato calorosamente delle esperienze fatte lungo tutta la settimana: dalla produzione della pasta, al calzone di cipolla di Acquaviva, visitando cantine, caseifici e osservando la produzione dell’olio. Di sicuro, sono tornati a casa con la pancia piena e soddisfatta.

tedeschi 4

E per non essere da meno, Cassano, in questa occasione, ha voluto far conoscere il cece nero.

“Stiamo lavorando per realizzare l’obiettivo di esportare all’estero il cece nero, in modo tale da accrescere anche la commercializzazione e aiutare i nostri produttori e soprattutto far conoscere ai turisti, dietro questo povero seme, la nostra Cassano e il nostro territorio”, ha spiegato l’assessore Di Canosa.

tedeschi 3

E infatti, la serata si è conclusa con la degustazione, presso il ristorante “Grillaio di passo” del cece nero e dei prodotti gastronomici locali curata dall'associazione cassanese "Ferventazione".

Il cece nero è dunque giunto sulle tavole di Dortmund e tra i ricordi e le foto di questi appassionati turisti ora figura anche Cassano delle Murge.

1381287 481506385281583 2028334522 n


1391623 481505668614988 269071573 n

Commenti  

 
#27 criticità 2013-11-02 15:14
Non si capisce come mai tutti sanno cosa fare per il nostro territorio e tutti coloro che suggeriscono idee, prodotti da considerare come possibili fonti di economai per il paese e nussuno di questi si da da fare per concretizzare attività proprie, per la valorrizzazione del territorio e per dare svolte positive per l'economia del paese e per se stessi.
Ma è piu semplice criticare che fare, il fare non è per tutti.......!
 
 
#26 biancone 2013-10-29 19:46
Seppur apprezzabile è lo sforzo di far conoscere Cassano con chiese, vicoli e ceci è davvero angosciante immaginare lo sviluppo del nostro territorio attraverso una visita lampo di un gruppetto di tedeschi i quali possono esportare nella loro Germania un prodotto forse sconosciuto persino ai nostri stessi concittadini. Mi spiego meglio. Pensare al rilancio dell'agricoltura cassanese, fatta di agricoltori sempre più prossimi all'età pensionabile (infatti i giovani agricoltori si contano sul palmo di una mano), con l'esaltazione di un legume che neanche nelle mense dei nostri bambini viene servito, è veramente pura utopia. Cosa diversa, invece, è il rilancio di una coltura che è stata l'emblema della agricoltura cassanese: la mandorlicoltura.
Se pensiamo che le mandorle sono molto richieste sia dalla pasticceria che addirittura dalla cosmesi a tal punto da provenire da altri Paesi del mondo, ci rendiamo conto che, forse, è il caso di rivedere quello che si propone come immagine del nostro Paese e puntare a quello che ha rappresentato uno dei motori di sviluppo dell'economia della nostra terra. Mandorle, olio e vino da sempre sono state l'emblema di una cassano agricola operosa e laboriosa nel quale il cece era un supporto all'alimentazione di tanti agricoltori che instancabilmente lavoravano per la produzione di mandorle, olio e vino.
Il prodotto di nicchia è utile per incuriosire il visitatore non certo per rilanciare un intero comparto economico.
 
 
#25 nerone 2013-10-29 16:56
Una cosa si evince in tutti questi commenti: c'è un gruppo di persone che lavora per il bene del paese e voi che fate? Fate la gara a chi la spara più grossa, sarà incompetenza, invidia, voler remare contro, incompetenza, voler primeggiare a tutti i costi e su tutti i campi, ma il cece nero è duro e andrà avanti anche senza di voi! Siete di un penoso pazzesco!
 
 
#24 Mina 2013-10-29 15:46
Luca P confondi il formaggio col prezzemolo
 
 
#23 carlo falvella 2013-10-29 13:08
conosco il territorio cassanese perche mi occupo anche di agricoltura ma campi coltivati a cece nero non ne vedo. Concordo in toto l analisi fatta da Lorenzo Fiore
 
 
#22 Luca P 2013-10-29 12:53
non conosco tale signor Fiore ma penso che sia come il formaggio. Vorrebbe inserirsi in ogni piatto. Ma a Cassano lui non ha capito sono tutti intolleranti al formaggio e "derivati"
 
 
#21 Mina 2013-10-29 08:11
Se il dr Fiore ha detto bugie allora SFIDO la banda del cece nero ad illustrarci pubblicamente i risultati dopo 3 anni (?) di coltivazione e soprattutto gli obiettivi a breve, medio e lungo termine. Obiettivi certificati. Forza, un bel seminario. Tanto paga il GAL.
 
 
#20 criticità 2013-10-29 07:50
Caro fiore il tuo tempo e passato se pensi che argomentare su tutto di possa far avere consensi per il tuo futuro politico ....forse devi interrogarti allo specchio e mostrare la tua reale identita !!!!!
 
 
#19 mittel 2013-10-28 14:17
paragonare questa visita di turisti tedeschi ai gruppetti di italiani birraioli e allupati che vanno a farsi un fine settimana lungo in germania mi fa venire in mente un ritornello:"forza! ce la faremo a entrare nel 2013!"
 
 
#18 cevoli 2013-10-28 13:34
la faccia del tedesco che guarda Di Canosa mi fa morire
 
 
#17 Lorenzo Fiore 2013-10-28 13:08
IL CECE NERO NON E’ SINONIMO DI ORO NERO
Se riportiamo in auge il cece nero di Cassano (ma gli acquavivesi dicono che è di Acquaviva?) per le sue qualità organolettiche, per il suo gusto forte e antico che sa di terra e ferro, che si impreziosisce nuotando nel suo brodo di cottura e nell’olio d’oliva a bassissima acidità, allora non si può che convenire sull’opportunità di rilanciarlo nel tempo.
Se, invece, ingenuamente, pensiamo che possa rappresentare uno sbocco di mercato per la povera economia cassanese, allora facciamo ancora una volta solo demagogia.
Un po’ di conti (che poi sono quelli che ‘contano’). Se tutti i nostri agricoltori, messi insieme, portassero la produzione lorda vendibile a 150 quintali (ma sappiamo che significa seminare, zappare, raccogliere, pulire e conservare 15 mila chili di ceci neri?) a 3 euro al chilo raggiungeremmo un fatturato di ben 45 mila euro. Un importo da far paura e cambiare condizioni di vita a voler ripartire il margine di profitto su soli 10 kamikaze.
Ecco perché sorrido di fronte a tanto ardore levantino, pur apprezzandoli molto soprattutto se accompagnati da melanzane sott'olio o col riso.
 
 
#16 cittadino cassanese 2013-10-28 12:33
Ringrazio tutti per le risposte, soprattutto il sig.Vito Campanale che mi invita a rivedere le mie conoscenze storiche in merito (cosa che farò sicuramente).
Pur volendo eliminare le ragioni storiche, ci sono forti e indiscutibili ragioni economiche, sociali, paesaggistiche, territoriali che collocano l'olio extravergine di oliva al primo posto tra le nostre colture tipiche.
Tra qualche giorno la stragrande maggioranza delle famiglie cassanesi (anche quelle di non agricoltori) faranno i conti con la raccolta delle olive e la produzione di olio...organizzeranno il loro tempo in funzione di questo "evento" (ad esempio, probabilmente prenderanno ferie al lavoro per dedicarsi alla raccolta).
Si instaurerà un ciclo produttivo stagionale eccezionale per volumi, forza lavoro impiegata, ecc.
E' un vero e proprio evento che si ripete ogni anno!
Bene, per il cece nero tutto ciò non esiste! Il cece nero almeno ATTUALMENTE a Cassano non muove tutto ciò, neanche in minima parte.
Bene, perché devo presentare il mio territorio ai tedeschi partendo dal cece nero?
Perché si è scelto di lavorare "per realizzare l’obiettivo di esportare all’estero il cece nero, in modo tale da accrescere anche la commercializzazione e aiutare i nostri produttori"?!?
Non sarebbe meglio lavorare per far conoscere la vera realtà produttiva del nostro paese e aiutare tutta l'olivicoltura cassanese, ben più importante per il nostro territorio?!?!
 
 
#15 iocispero 2013-10-28 11:43
ecco perchè da mesi il consiglio comunale non si riuniva ed erano sempre assenti gli organi della maggioranza e non presentavano gli atti : erano tutti impegnati a parlare del cece nero a quattro tedeschi !
 
 
#14 Vito Campanale 2013-10-28 08:08
Rispondo al commento #7 a firma cittadino cassanese per dissentire da quanto in esso riportato.
Faccio una doverosa premessa: non so e non voglio sapere cosa ci sia dietro questa guerra sotterranea che vedo combattere nei confronti del cece nero di Cassano; la mia vuole essere solamente una precisazione, fatta da chi, avendo la passione per ricerca storica, ha avuto modo di approfondire l'argomento.
Lei, caro cittadino cassanese è in errore quando colloca l'ulivo e la produzione olearia al primo posto nell'anzianità storica delle nostre produzioni agricole.
Cassano era famosa per la produzione del suo cece già molto prima che in paese fossero impiantati i primi "trappeti" per la produzione di olio, allorché le estese coltivazioni di ulivo che oggi vediamo, ancora non esistevano e le piante erano presenti solo allo stato selvatico di oleastro.
Che poi la produzione olivicola sia diventata predominante, e tutta la nostra zona sia divenuta rinomata per la produzione di olio, è un altro discorso.
Cambiarono le condizioni di vita della nostra comunità, e con esse, l'agricoltura poté evolvere dal primitivo livello di sussistenza; per secoli però, il cece nero e pochissime altre colture rappresentarono le basi dell'alimentazione dei nostri avi.
Non ci trovo nulla di male se, a distanza di secoli, si sia deciso di riportare in auge un prodotto la cui presenza sul nostro territorio ha così autorevoli e documentati trascorsi.
 
 
#13 Alan 2013-10-27 21:55
x Cittadino Cassanese.
Caro compaesano, mi sembra che esageri. Che l'olio di oliva sia di indubbio valore, lo sanno tutti. Ma che il cece nero non abbia dignita' mi sembra eccessivo: persino lo stesso olio di oliva sarebbe felice se fosse accompagnato da qualcun altro dei nostri prodotti. In fondo l'olivo è simbolo di pace, di convivenza e della grande cultura mediterranea: non mi stupirebbe vederlo sorridere se l'amico cece nero ricevesse dei complimenti. Bando alle chiacchiere, a me la cosa che fa ridere è questa "pompa magna" di due (dico due!) assessori per una normale visita di un gruppo di tedeschi. Io mi chiedo: quanti cassanesi se vanno a Monaco a farsi una birretta vengono ricevuti dall'assessore o dal borgomastro della città con tutti gli onori! Ma per favore, fate ridere! E poi, il Di Canosa con questa delega alle "politiche europee e alle sagre" viene proprio da ridere! O da piangere. Persino il cece nero deve essersi sentito in imbarazzo con certi personaggi che facevano gli onori di casa! Povero cece nero, sei sempre stato buono con noi: non meritavi questo affronto.

Per favore, Cassano, ti imploro: torna alla normalità, non farci vergognare, sii te stesso!
 
 
#12 TEDESCHI 2013-10-27 19:27
POVERINI QUESTI TEDESCHI....IN QUALE COVO DI SERPENTI DOPPIACACCIA SONO CAPITATI!
 
 
#11 agricoltore 2013-10-27 19:11
Bella iniziativa, continuate così. Magari anziché 18 diventano 1.000 i visitatori stranieri. Bravi e grazie Ruggiero e Di Canosa.
 
 
#10 provvidenza 2013-10-27 19:08
x cittadino cassanese
a differenza tua che sei un albero secolare avrai portato pure i trachemeni cubani gli assiro babilonesi ma gli hai portati a casa tua per vendergli il tuo olio. Qui si parla di altro che forse per la tua secolarità ti è difficile comprendere. Leggi bene l'articolo si parla di cece nero e prodotti tipici locali compreso l'olio che sicuramente non è il tuo.
 
 
#9 cittadino 2013-10-27 18:32
Ma scusate vengono turisti a Cassano, cosa nuova e positiva, visitano il centro storico assaporano i nostri prodotti e voi che fate, vi lamentate? Vi dovreste solo vergognare. Il fatto che si parli di Cassano e dei suoi prodotti in altri territori è un fatto molto positivo è va dato atto che finalmente qualcuno si sta muovendo nel giusto solco. Bravi continuate così, non badate a questi invidiosi.
 
 
#8 xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx 2013-10-27 17:57
sono felicissima da cittadino cassanese.perchè il nostro è un bel paese con un bel centro storico e speriamo che col tempo riescono a valorizzarlo ancora di più
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI