Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Nicola Simonetti: "Ecco perchè divento prete"

nicola simonetti

Un nuovo dono di Cassano per la Chiesa Universale: Nicola Simonetti sarà ordinato Sacerdote nel giorno della Festa di sant’Agostino, mercoledì 28 agosto, nel corso della solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci. Per conoscere meglio il giovane diacono cassanese, gli abbiamo rivolto alcune domande anche per comprendere le sue aspettative e le speranze peri chi si appresta a vivere un dono così grande.

Tracciamo un tuo breve “profilo”, per chi non ti conosce….

Ho 28 anni, essendo nato il 21/5/85, ho frequentato il liceo scientifico di Cassano e subito dopo il diploma mi sono iscritto all’università alla facoltà di lettere che ho frequentato per tre anni senza completare il percorso per via della mia scelta vocazionale. Sono entrato in seminario all’età di 21 anni continuando per altri 2 anni l’università sino a sospenderla completamente. Sono il secondo di due figli di una modesta famiglia cassanese. A 21 anni ho frequentato un anno di seminario minore arcivescovile di Bari per poi fare il mio ingresso nel 2007 nel Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” in Molfetta.

Quali sono stati i segni della chiamata di Cristo nella tua storia vocazionale? Da dove nasce, cioè, il tuo voler diventare prete?

È difficile definire i segni di questa chiamata, piuttosto preferisco parlare di testimoni che mi hanno insegnato cosa significhi amare e donarsi con gioia a tutti senza riserve. Durante la mia infanzia sono cresciuto con la mia nonna materna Chiara la quale mi accompagnava tutti i giorni presso la scuola materna delle suore facendo sempre una sosta dalla parrocchia per “salutare Gesù” come diceva lei. In questa breve sosta incontravo spesso il caro don Battista il quale non mancava di accogliermi, di gioire anche con delle caramelle. Queste due figure mi hanno sempre accompagnato e ispirato tanto da dirmi sempre che è bello essere preti e spendersi per gli altri. Tra l’altro quello che mi colpiva di mia nonna era il suo atteggiamento di condivisione. Mi spiego: tra anziani si era soliti scambiarsi tra i vicini i prodotti delle proprie campagne, lei non appena riceveva qualcosa non tratteneva nulla per sè ma lo divideva con i propri figli con gioia e piacere a volte privandosene totalmente. Questo suo modo di fare mi ha sempre colpito soprattutto perché non le è mai pesato. Di don Battista mi ha sempre colpito la sua freschezza, la sua giovialità, il suo amore per i piccoli tanto da desiderare essere come lui. Se dovessi oggi dire il giorno in cui il Signore mi ha chiamato devo ritornare indietro nel tempo quando avevo 6 anni; durante il matrimonio di un mio cugino, don Battista che celebrava chiamò me che ero il paggetto con queste parole: “Nicola vieni qua, tu che devi fare il prete”. Nessuno mai avrebbe scommesso che quelle parole erano profezia di qualcosa che oggi si sta compiendo. Questo desiderio l’ho sempre portato con me fino a quando, il 21 novembre 1998, giorno in cui il caro don Battista tornava alla casa del Padre, decisi nel mio cuore, di fronte a quel feretro poggiato ai piedi dell’altare, di continuare la sua missione come ministro di Dio. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare….. infatti solo dopo 5 anni ho trovato il coraggio di parlarne con qualcuno più esperto per comprendere se realmente era volontà di Dio oppure no. Condividere quello che si ha con tutti e spendersi per i più piccoli sono stati e sono tutt’ora le basi della mia vocazione e del mio futuro sacerdozio.

Maria, Madre di Gesù, è la persona che più di chiunque altro ha risposto alla vocazione di Dio. Quanto ti hanno aiutato nel tuo cammino verso il sacerdozio l'esempio e l'intercessione della Vergine Santissima, atteso che la comunità cassanese è profondamente legata a Maria?

Maria, e soprattutto la nostra Patrona, la Regina degli angeli, è sempre stata per me un faro, una confidente con la quale parlare e alla quale affidare tutti i miei dubbi le mie perplessità, le mie gioie, le mie lacrime. Spesso mi sono ritirato sull’alto di quel colle dal quale la Madre ci guarda per mettere tutta la mia vita sotto il suo manto e chiedere a Lei, agli angeli e al suo Figlio di proteggermi ed illuminarmi in questo cammino, perché io compissi la volontà di Dio. Ogni anno, fino all’anno scorso, quando gli impegni me lo permettevano, mi sono messo in cammino come un “pellegrino” verso il santuario nei 9 giorni che precedevano la festa patronale per poi accompagnarla per le strade della città. Era un modo per sentirmi più vicino alla Vergine e per sentire sempre più la sua protezione assieme a tutti gli angeli che la circondano. Anche oggi quando posso non manco di andarla a trovare per sostare un po’ con lei e con il Signore.

Secondo san Paolo essere sacerdote vuol dire “essere amministratori dei misteri di Dio”. Come è cambiata la tua vita ora che stai per diventare "amministratore" dei beni della salvezza?

Da un po’ di anni, da quando ho iniziato a ricevere i vari ministeri del lettorato prima, poi l’accolitato e poi il diaconato, sono assalito da quel sano senso di timore, un misto tra gratitudine e indennità, nel “gestire le cose di Dio”. Leggere le Scritture, distribuire l’Eucarestia, spezzare la Parola non è sempre facile soprattutto perché richiede un coinvolgimento personale, una coerenza di vita. Prima di dare dobbiamo essere. Ora la responsabilità aumenta, attraverso le mie mani verrà consacrato il pane e il vino nel Corpo e Sangue di Cristo, sarò chiamato ad essere dispensatore di misericordia….. amministrare le cose di Dio è bello ma richiede una continua conversione perché quello che noi diamo agli altri deve necessariamente parlare anche a noi ministri. Ciò che mi consola e mi accompagna ogni volta in questi casi è ripetere quella frase della liturgia: “Signore non sono degno…. Ma di soltanto una parola e io sarò salvato”. Non siamo degni di dispensare i tuoi doni ma Tu che ci hai chiamati rendici tali con la tua Parola.

Hai avuto modo, lungo questi anni, di conoscere da vicino e non solo come parrocchiano, il modo di vivere il cristianesimo da parte dei cassanesi nelle parrocchie, nelle associazioni, nella carità. Come lo definiresti? Quanto fedeli sono gli abitanti di questo paese alla parola di Gesù e all’insegnamento della Chiesa?

La fede dei cassanesi, secondo il mio modesto e piccolo parere, è sempre stata una fede viva, creativa, con la voglia di fare, ma a volte sembra essere poco coraggiosa. Dobbiamo osare di più. Non saprei dire se i cassanesi sono fedeli al Vangelo e alla dottrina, ma ribadisco e sottolineo come invito a tutti i miei compaesani: osiamo di più nella fede rendendola sempre più concreta.

Svolgerai il tuo ministero a Modugno, dove già hai avuto modo di cominciare a conoscere la comunità. Ce ne vuoi parlare?

La comunità parrocchiale di sant’Agostino in Modugno nella quale mi trovo a svolgere il mio ministero è una comunità di circa 9000 anime con il suo parroco don Luigi Trentadue. È una comunità molto varia, dai bambini ai ragazzi di scuola media e superiore, ai giovani, adulti e famiglie. È una comunità molto ricca di iniziative a tutti i livelli. Se dovessi dare una definizione è un luogo di aggregazione per tutti; basti pensare che ogni giorno ragazzi e giovani si incontrano in parrocchia per decidere cosa fare e poi… in giro, ma è anche il luogo dello stare oltre le celebrazioni per giocare, chiacchierare e curare ogni sorta di relazioni. Una grande famiglia piena di persone disponibili ogni qual volta gli si chiede una mano.

Sarai ordinato il giorno della Festa di Sant’Agostino: una casualità?

Essendo particolarmente legato alla Madonna degli Angeli, sinceramente avrei voluto essere ordinato al termine della novena in preparazione alla festa patronale per essere più unito al mio popolo e alle mie origini, ma diversi impedimenti hanno fatto si che la data slittasse al 28 agosto e non per casualità ma per creare un vero e proprio connubio tra la parrocchia nella quale mi trovo a svolgere il mio ministero e la comunità cassanese particolarmente legata alla comunità agostiniana custode del nostro santuario. È questo l’unico motivo per il quale il nostro Arcivescovo ha voluto ordinarmi nella solennità di sant’Agostino.

Le Comunità di Cassano e Modugno si stanno preparando ad accogliere questo dono che è il tuo sacerdozio. Vuoi indicarci le date e gli orari?

A Modugno ieri e oggi ci sono stati due momenti di preparazione. A Cassano domani 27 agosto in Chiesa Madre alle ore 20.00 ci sarà una veglia di preghiera in preparazione a cui è invitata tutta la Comunità.

Mercoledì 28 agosto alle ore 19.00 la Celebrazione presieduta da mons. Cacucci, sempre in chiesa madre.

Domenica 1 settembre la mia “prima messa” alle ore 10.00 nella parrocchia Santa Maria Assunta qui a Cassano e alla ore 19.30 nella parrocchia sant’Agostino a Modugno.

Commenti  

 
#2 Pino Fraccalvieri 2013-08-27 14:22
Caro Nicola, ti auguro tanti tanti auguri di vero cuore!!
 
 
#1 ORCHIDEA SELVAGGIA 2013-08-26 19:43
Caro Nicola quante belle coincidenze ti accompagnano:28 agosto (Sant'Agostino),sei devoto della Madonna degli Angeli,inizierai il tuo cammino a Modugno(paese di origine della tua cara nonna Chiara che ti ha "portato" su questa strada)spero di presenziare alla cerimonia,comunque ti faccio gli auguri di vero cuore ed in qualche modo "invidio"un pò la comunità modugnese x la presenza di un ragazzo carismatico come te,peccato che non puoi essere affiancato a don Nunzio,sareste un bel "binomio"....
 

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