Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Progetto "Lame", ricorso al Tar. Il Comune corre ai ripari

progetto lame gli ingegneri

E’ stato presentato il ricorso al Tribunale Amministrativo della Puglia (TAR) sul Progetto “Lame”.

Il ricorso, predisposto dall’avvocato Marco Palieri di Bari e sottoscritto da parte di un gruppo di cittadini residenti a Cassano, direttamente interessati dalle opere previste dal Progetto, chiede l’annullamento della Delibera della Giunta Comunale di Cassano che lo scorso 23 aprile approvò il Progetto Esecutivo predisposto dalla società di ingegneria “Advenco” di Noci (assieme ad un’altra società, la “Enser” srl e al geologo Massimiliano De Venere). Delibera che raccolse l’unanimità dei voti nella Giunta Comunale ma con gli assessori Angelo Giustino e Pierpaola Sapienza che risultarono assenti.

I ricorrenti hanno deciso di non “aggredire” la gara d’appalto, come inizialmente previsto e come i legali hanno poi sconsigliato visto che non c’erano titoli per chiedere la sospensiva e l’annullamento della gara (col rischio di perdere tutto) ma di chiedere al giudice amministrativo l’annullamento della Delibera, l’atto, cioè, che ha dato il via alla gara che è stata poi espletata.

Sulla base del ricorso, il Comune di Cassano ha comunicato alle tredici ditte che avevano presentato le proposte progettuali il rinvio della apertura delle buste con le offerte di gara (prevista pe ril 22 luglio scorso). Un rinvio a data da destinarsi anche per nominare la Commissione Giudicatrice che dovrà visionare i progetti migliorativi e le relative offerte. Se il Tar dovesse accogliere la richiesta di sospensiva, infatti, anche la gara d'appalto sarebbe - come in effetti lo è - da stoppare.

Tornando al ricorso al Tar, il corposo documento (una 40ina di pagine in tutto) fa un excursus tecnico-legislativo dell’iter che ha condotto alla Delibera di Giunta, partendo dalla messa a disposizione delle somme da parte del programma “Area Vasta Metropoli di Bari” (del 2010) fino a giungere alla predisposizione successiva degli atti di gara per la progettazione ed entrando nel merito del progetto che a parere dei ricorrenti non può essere neppure considerato “esecutivo”. Una delle tante “pecche”, insomma, del progetto della “Advenco” che il mese scorso non seppe dare risposte convincenti alle tante perplessità avanzate dal Comitato spontaneo “Lamafutura” che ha avversato diversi aspetti del progetto. Fu proprio in quella occasione che il sindaco Maria Pia Di Medio manifestò apertura nei confronti dei rappresentanti del Comitato a rivedere l’intera progettazione ed a migliorarla in fase di realizzazione, dato che la gara d’appalto lo prevedeva. L’impegno informale in piazza Moro tra sindaco e “Lamafutura” fu quello di presentare tutte le gravi inadempienze, errori e omissioni in una lettera sulla base della quale l’amministrazione avrebbe potuto presentare agli enti preposti al controllo (in primis, l’Autorità di Bacino) la richiesta di sospensione dell’intero progetto.

Ma poi non se ne fece più nulla.

Il gruppo di cittadini ha presentato l’altra settimana un esposto-denuncia ad una serie di enti sovracomunali, allertandoli sulle gravi conseguenze che a loro parere il progetto potrebbe portare al territorio, poi il ricorso al Tar che dovrebbe essere discusso non prima della metà di settembre.

 

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