Progetto "Lame": il Comitato prepara esposto e ricorso

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Un esposto-denuncia e un ricorso al TAR Puglia: sono i due strumenti in mano al Comitato spontaneo contro il Progetto “Lame” che ieri sera si è riunito per la prima volta ed al quale hanno partecipato cittadini, tecnici e il consigliere comunale Davide Del Re.

L’obiettivo è noto (leggi l’articolo): impedire che vengano costruiti i due vasconi di raccolta delle acque piovane previsti dal progetto a monte (nei pressi del “curvone” di via Santeramo, vedi foto sopra) ed a valle (più o meno al di sotto del Convento) che dovrebbero proteggere dal rischio allagamento l’abitato di Cassano.

Una scelta progettuale (realizzata dalla società nocese “Advenco”) fortemente contestata dal Comitato che si avvale di tecnici esperti con gli ingegneri Antonio Mavellia, Leonardo Albenzio e Achille Pellerano, affatto convinti che le scelte della “Advenco” siano le migliori. Anzi: il Comitato crede che quei 4 milioni di euro potrebbero essere spesi in tutt’altro modo e cioè per proteggere davvero l’abitato senza inutili colate di cemento armato, taglio di querce secolari, espropri inutili. Ma, più opportunamente, ripulendo il canale tombato (il “canalone”, com’è chiamato a Cassano) che attraversa il paese, rinforzandolo in più punti sia nella parte inferire che superiore, migliorando lo sbocco dello stesso.

Laddove ciò non fosse possibile (si tratterebbe, infatti, di stravolgere completamente il progetto), l’idea è quella di chiedere di migliorare il progetto stesso, eliminando gli interventi più invasivi (i vasconi). Occorre tener conto, infatti, che tutto l’iter si sta concludendo con la gara d’appalto che si chiuderà il prossimo 15 luglio.

Il tempo, però, è poco: entro il 21 giugno occorre presentare il ricorso al TAR per sospendere la gara e occorre raccogliere i fondi necessari (circa 12mila euro) fra i 150 cittadini (ma non solo) che hanno firmato la petizione di protesta. Intanto è pronto un esposto-denuncia ad una serie di enti (dalla Regione Puglia in giù) che spiega con dovizia di particolari perché il progetto è carente in tantissime parti e perché la scelta di realizzare i due vasconi sarebbe dannosa e controproducente, che peggiorerebbe il rischio anziché mitigarlo. A detta dei tecnici, tutti gli enti che hanno dato il parere favorevole al Progetto, ricontatti dai tecnici del Comitato avrebbero in qualche modo incoraggiato il ricorso al TAR per far sì che questo blocchi i termini della gara e tutte le carte si possano rivedere con calma e dovizia di particolari.

Poco fa, in una nota, il sindaco Maria Pia Di Medio ha precisato quanto segue: “non ho mai chiuso le porte in faccia a nessuno, tanto meno a dei cittadini che hanno delle istanze da presentare. Tantomeno non ho mai detto, come costoro possono testimoniare, che “non vogliamo farlo” cioè fermare la gara per l’aggiudicazione dei lavori per la messa in sicurezza idrogeologica dell’abitato di Cassano. Vero è che, allo stato attuale, “non è possibile” fermare la gara, perché il procedimento amministrativo si è concluso ed è avallato dai pareri degli uffici competenti sovracomunali che ne certificano la regolarità progettuale ed autorizzativa, e questo i ricorrenti lo sanno perché a loro ho spiegato tutto pubblicamente. Tutte le illazioni, i sospetti e le fantasiose interpretazioni del progetto, tra l’altro sottoposto a tutte le autorizzazioni ed a tutte le verifiche possibili, sono solo frutto della scarsa conoscenza tecnica dello stesso. Vale la pena ricordare che il progetto preliminare è disponibile da circa due anni ed è stato pubblicato, al fine di recepire eventuali osservazioni e contestazioni, nei tempi e nei modi previsti dalla legge. E, per piacere, non parliamo di ecomostri. Gli ecomostri sono ben altri, anche lì vicino!

Quando l'Autorità di Bacino, la Provincia o altro Ente sovracomunale disporranno diversamente rispetto a quanto hanno certificato fino ad oggi, allora avrei titolo, anzi sarebbe un mio dovere, bloccare il procedimento in corso.

Un sindaco, nella fattispecie, non può, senza giusta motivazione, in alcun modo fermare un iter, iniziato più di cinque anni fa e quindi con la precedente amministrazione che aveva evidenziato le criticità del territorio di Cassano (alluvione del 2005) all’Area Vasta di MTB, sul quale, addirittura con un progetto stralcio data l’importanza dell’intervento, c'è già la garanzia di fondi pubblici e verso il quale, attualmente, non sono arrivati provvedimenti ostativi all'iter di gara avviato per la realizzazione delle opere.

Operando in altra maniera perderemmo le risorse previste, ma soprattutto esporremmo il Comune ad un danno erariale del quale il sindaco, in prima persona, e poi tutti i cittadini sono chiamati a rispondere.

Da parte della sottoscritta, come avvenuto in queste settimane, c'è la massima disponibilità a discutere ed a recepire i suggerimenti migliorativi, purché tutto si faccia nell'alveo di pareri e autorizzazioni (o eventuali dinieghi) rilasciati da autorità pubbliche competenti ed aventi titolo ad intervenire nel procedimento».