Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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"Miulli", conti in Tribunale. La Gentile vuole commissariarlo

Miulli

Libri contabili in Tribunale, per l’ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti, struttura all’avanguardia della sanità pugliese, dove – tra personale diretto e indiretto – lavorano numerosi cassanesi.

Tecnicamente la procedura si chiama “concordato preventivo” ovvero l'impresa “ricerca un accordo con i suoi creditori per non essere dichiarata fallita o comunque per cercare di superare la crisi in cui versa”.


Il Consiglio degli Affari Economici dell’Ente Ecclesiastico ha deciso questa procedura dopo la certificazione di debiti per oltre 150milioni di euro a fronte di un fabbisogno annuo stimato, dallo stesso Ospedale, in 30 milioni di euro.

 

La decisione è stata comunicata ai rappresentanti dei lavoratori nel corso di una riunione con i sindacati. Le ragioni dello stato di crisi sono da ricondurre a più fattori, spiega una nota dell'Ufficio Stampa dell'ente ospedaliero

"In primo luogo, alla necessità di far fronte alla crescente domanda di assistenza sul territorio, dovuta anche al venir meno, negli ultimi anni, di diversi presidi sanitari ed ospedalieri facenti capo alla funzione pubblica.

In secondo luogo, ad una recente decisione del Consiglio di Stato che, mutando il precedente orientamento (Sentenza del 2010, circa l’equiparazione degli Enti Ecclesiastici), non ha riconosciuto il diritto dell’Ospedale ad ottenere dalla Regione il rimborso dei costi di alcune prestazioni e servizi sempre resi e garantiti sul territorio.

Non ultimo, all’avvenuto adeguamento agli standard strutturali e di sicurezza che la normativa regionale impone, e che la maggior parte degli ospedali pugliesi non ha ancora implementato".

“Anche in questa delicata fase - spiega il direttore sanitario dell’Ente, Antonio Sanguedolce - continueranno, in ogni caso, ad essere garantiti dall’Ospedale i servizi e le prestazioni sanitarie richiesti dal territorio, secondo gli usuali standard di efficienza e qualità”.

Sulla vicenda, l'assessore alle Politiche della Salute, Elena Gentile ha affermato che “la nota del Miulli fa comunque riferimento ad un fabbisogno di 30 milioni di euro per presunte previste prestazioni extratetto: una cifra che risulta essere senza nessun appiglio rendicontativo e che sembra essere più indice di un fabbisogno finanziario che di un serio approfondimento. La Regione non intende sottrarsi al confronto, ma auspica che esso si fondi su alcune condizioni. Nessuno pretenda di fare entrare dalla finestra della crisi finanziaria ciò che è uscito dalla porta del Consiglio di Stato".

In altre parole, la Regione non intende ripianare né disavanzi storici, né sbilanci di conto economico.

L’Ospedale Miulli è privato – sostiene l'assessore - e spetta al suo proprietario - che non è la Regione - di mantenere una gestione economica sana, pena il fallimento. La Regione riconosce il pagamento di prestazioni sanitarie corrispondenti a standard di qualità e nel limite del tetto di spesa assegnato, con l’eccezione aggiuntiva di specifiche prestazioni cosiddette extratetto (per il Miulli, allo stato, l’emergenza-urgenza). E’ chiaro che il pagamento di tali servizi è subordinato alla loro effettiva erogazione. E dunque al mantenimento di un organico adeguato e preparato quale è quello oggi del Miulli. Sembra dunque irrealistico pensare che l’equilibrio finanziario possa essere automaticamente ottenuto e mantenuto in prospettiva con tagli di personale”.

“La Regione – conclude l'assessore alla Sanità - valuterà con grandissima attenzione l’approccio anche comunicativo che l’Ente intenderà assumere su ciascuna di queste partite, sapendo che in mancanza di segnali chiari il concordato, che lascia nelle proprie responsabilità l’attuale management, potrebbe non rivelarsi sufficiente e diverrebbe indispensabile il ricorso ad altri strumenti più incisivi come l’amministrazione straordinaria”.

Possibile, quindi, un Commissario che gestisca il “Miulli”.

Anche il consigliere regionale Ignazio Zullo (PdL) ha diffuso una nota sulla questione dove tra l’altro afferma: “Non possono essere i lavoratori, i fornitori e i pazienti a pagare per inappropriate azioni di indirizzo politico-gestionale che coinvolgono la Giunta Vendola ed il management dell’Ente. La razionalizzazione dell’offerta ospedaliera con la conversione di tanti piccoli ospedali deve obbiligatoriamente marciare in parallelo con il potenziamento di quelle strutture ospedaliere di eccellenza come il Miulli e con l’attivazione e la valorizzazione di percorsi di prevenzione, di integrazione socio-sanitaria e di percorsi assistenziali alternativi al ricovero ospedaliero quali l’assistenza domiciliare, le strutture di assistenza residenziale e semiresidenziale extraospedaliere dedicate alla non-autosufficienza, alla disabilità, agli stati di vita terminale, alle dipendenze patologiche. In Puglia questa marcia parallela e convergente è mancata per la predominanza di una visione burocratico-formale della sanità fortemente orientata al risparmio indiscriminato e poco ragionato piuttosto che alla corretta allocazione delle risorse in funzione delle reali necessità”.

Prosegue Zullo: “Se però da un lato c’è bisogno di una Giunta regionale capace, dall’altra c’è la necessità che il management dell’Ente assicuri una gestione delle risorse quanto più oculata e rigorosa possibile ed in questo non ho motivo di dubitare sulla volontà del Miulli nel seguire procedure di diritto pubblico nell’acquisizione di beni e servizi e di risorse umane all’interno di un corretto dimensionamento di standard assistenziali/necessità produttive e di un bilanciato rapporto costi-ricavi”.

Infine, Giammarco Surico (Fli), consigliere regionale e componente della Commissione Sanità della Regione Puglia ha detto: “La vicenda dell’Ospedale Miulli non può divenire la cronaca della morte annunciata di eccellenze che, insieme alle strutture di Tricase e San Giovanni Rotondo, sono in sofferenza ormai da tempo, nonostante performance efficienti che spesso suppliscono le carenze del sistema sanitario regionale pubblico. La Regione Puglia non può non farsi carico del problema, che, oltre che sul piano dell’assistenza, rischia di diventare esplosivo sul piano occupazionale, considerato l’annuncio dei vertici del Miulli di tagliare 300 unità di personale.

Siccome non è tempo di scarica-barile e non è utile indugiare sulle colpe, ma è tempo di trovare soluzioni a favore della comunità in un momento oltretutto così difficile, ritengo che il Governo regionale debba immediatamente porre in essere interventi che puntino da una parte a riconoscere le prestazioni effettuate, in base alle funzioni espletate dal Miulli, dall’altra a fissare l’aumento del tetto di spesa, essendo le funzioni svolte equiparabili a quelle del sistema pubblico. La struttura ospedaliera del Miulli, infatti, come quella di san Giovanni Rotondo, è inserita nel circuito dell’emergenza-urgenza, alle cui prestazioni non può sottrarsi, neanche di fronte allo sforamento del tetto.

Fatto questo, occorre pensare ad un intervento lungimirante, attraverso la condivisione con i vertici dell’Ospedale di un piano industriale e la pianificazione di un partenariato pubblico-privato che punti, nell’interesse dei cittadini, delle istituzioni e dei lavoratori, a creare sinergie con il futuro Ospedale della Murgia, con l’intento di ottimizzare risorse e offerta e assegnando a ciascuna struttura una funzione specifica (specializzazione per uno, emergenza per l’altro)”.

 

Commenti  

 
#16 dipendenti 2013-04-20 20:32
gli attuali amministatori devono andare a casa lasciando tutto quello che hanno ...MODERATO...
 
 
#15 matteo 2013-04-17 17:38
Le vacche grasse sono finite.
Il Miulli è come l'Ospedale di San G. Rotondo: volevano fare le strutture "private" sulle spalle dei soliti noti che pagano le tasse.
Fin quando pagava pantalone, tutto andava bene.
E adesso!!!
 
 
#14 SISSI 2013-04-16 15:51
PERCHè' ANCHE I DIPENDENTI DEL MIULLI DEVONO STRINGERE LA CINGHIA COME TUTTI ......... I DOTTORI SI IMPEGNINO A CURARE E NON A RACCOMANDARE, GLI INFERMIERI SI RICORDINO CHE NON SONO ....DOTTORI........E GLI IMPIEGATI FACCIANO MENO PAUSE E MENO SFILATE.. ....E LE MEDICINE LE DOVETE COMPRARE ANCHE VOI LAVORATE..E RISPETTATE CHI VI DA LO STIPENDIO...........I MALATI
 
 
#13 Redazione x Jack 2013-04-16 12:06
Forse ha sbagliato sito.
 
 
#12 giova 2013-04-16 09:41
Cominciassero anche qui ad assumere per concorsi e titoli e non solo per clientelismo e conoscenza! In quell'ospedale ci lavora tutta acquaviva con i figli dei figli, fratelli e sorelle dislocati nei vari reparti.... Ma andate al diavolo!
 
 
#11 Antonio2 2013-04-16 09:36
Infatti.. Chiacchiere e falsità, anche io so di infermieri assunti a tempo indeterminato pochi mesi fa!! Adesso chi si manderà a casa? Speriamo non quelli che ci lavorano da una vita li dentro!
 
 
#10 Jack 2013-04-16 09:30
Mi riferisco allo stesso commento che ho lasciato pochi giorni fa sullo stesso argomento...
 
 
#9 Redazione x Jack 2013-04-16 06:47
Lei giudica senza conoscere, evidentemente. Ma a quale commento si riferisce?
 
 
#8 Jack 2013-04-15 23:20
Scusate ma se solo pochi mesi fa hhanno confemato a tempo indeterminato un sacco di infmieri che erano a tempo.... Maaa..

Alla redazione cassanoweb:perché non pubblicate questo commento? Non capisco la vostra censura.... E che postate solo quello che vi piace? Che cavolo di giornalisti seri siete? Le notizie e i pareri vanno pubblicati anche perché non violano affatto il regolamento. Tranne se siete giornalisti di Parte!
 
 
#7 Giggetto 2013-04-14 19:45
Personalmente non conosco le ragioni di questa crisi del Miulli di cui si parla da tempo, preferisco tacere e capire meglio. Osservo però che qualche politico si affanna a fare dichiarazioni: ma i clientelismi e lo spreco di risorse nascono proprio in un rapporto malsano con la politica. Adesso vi è un grosso problema di personale e di famiglie senza lavoro e, ancor di più, di un'intero bacino territoriale che perde la certezza di un riferimento sanitario solido, completo, importante. I ricchi, e quelli che si sono arricchiti con la politica e con la cattiva amministrazione, magari andranno a farsi curare in qualche polo di eccellenza: a noi, spesso senza lavoro, restano i sacrifici, le cure arrangiate alla meglio e pure costose, e magari pure lo sforzo di ricostruire le cose che avete distrutte. E non appena le ricostruiremo, vi ripresenterete con la vostra faccia di bronzo a fare nomine di manager, di superamministratori, di consiglieri, di primari, ... VERGOGNATEVI! E CHE PESTE VI COLGA!

La mia ricetta è questa:
- azzeramento dei gettoni di presenza e degli emolumenti ai Consigli di amministrazione fino a quando l'ospedale non torna in attivo;
- revisione della necessità e della performance di tutti i reparti (se necessario accorparne qualcuno), dato che i reparti a volte vengono creati per dare la poltrona a qualche primario da nominare;
- revisione dei trattamenti del personale medico e della dirigenza (giù di almeno il 25%) e riduzione del numero degli stessi dirigenti;
- eliminazione di consulenze e di contratti esterni inutili;
- per ogni centesimo messo dal pubblico (proprio come si fa con le banche) vi sia l'impegno a restituirlo con gli interessi legali e a non utilizzarlo per gli stipendi dei consiglieri o cose del genere;
- la Diocesi rinunci una volta per tutte a voler nominare consiglieri, amministratori, medici, e persino infermieri! Sobrietà, come insegna Papa Francesco.

Questo è quello che penso di questa vicenda, che lascia a tutti noi l'amaro in bocca. L'ospedale Miulli era una certezza per tutti noi cassanesi, acquavivesi, e aree circostanti. I politici per favore tacciano: magari per sempre!
 
 
#6 Perla 2013-04-14 19:07
Strano,quando si tratta di tagliare si parla sempre di personale...e lo staff dirigenziale fatto anche da avvocaticchi e avvocatoni..quelli...nooooo...!!!
:eek: :oops:
 
 
#5 prima o poi... 2013-04-14 18:11
clientelismi,facili assunzioni,cattiva gestione,sprechi,investimenti sbagliati e mal gestiti,.....sono sempre gli stassi i motivi di un fallimento...e questo caso sarà l'ennesima conferma...e sono sempre gli stessi i motivi per cui i cittadini pagano i guai fatti da chi alla fine va via sempre con le tasche piene e non paga mai!... e adesso vedremo a chi verra affidato il commissariamento dell'ente!di per certo si passerà attraverso una revisione e ridimensionamento del personale in esubero...un concordato con i fornitori a cui non converrà che accettare la riduzione dei crediti,anche se li riceveranno a babbo morto,e questo ente sicuramente subirà un forte ridimensionamento sia strutturale che gestionale.....chi vivrà vedrà.
 
 
#4 unmedico 2013-04-14 10:39
Avere debiti certificati di ben oltre 150milioni di euro, contro un fabbisogno annuo di 30, fa pensare che il disastro economico dell'Ente ha cause e radici lontane negli anni.
Adesso i nodi vengono al pettine!
 
 
#3 leparisienne 2013-04-14 10:25
Non ha mai lavorato in vita, sua, una laurea senza senso (perchè non l'ha dato), e ha la ricetta per la gestione corretta di un ospedale?
Qui siamo al delirio di onnipotenza.
Vai a zappare il giardino.
 
 
#2 Pippo1 2013-04-14 10:19
Che bella fotografia del Miulli, sembra un ospedale per soli ricchi con tutte quelle luci accese inutilmente..., peccato che a pagare la bolletta saranno i dipendenti e non!!!
 
 
#1 che bravi.... 2013-04-14 09:43
mentre voi politici battibeccate i dipendenti già da aprile saranno in difficoltà con gli stipendi!!! E voi pensate di mantenere gli standard con questa manovra??? Ma che bravi Monti ha fatto scuola ma l'Italia è in ginocchio. Non ci vogliono scienziati per recuperare le somme sui lavoratori.
 

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