Venerdì 16 Novembre 2018
   
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E dopo 2000 km., Alessandro Caponio è giunto a Roma

Alessandro Caponio

E' il grande giorno di Alessandro Caponio, il giovane istruttore cassanese di nordic walking che ha compiuto - in solitaria - tutto il percorso della via Francigena che da Canterbury (presso Londra) porta fino a Roma. 2100 chilomtri e tre mesi dopo la sua partenza, Alessandro giungerà stamattina nella culla della cristianità dopo aver percorso mezza Europa, affrontato fatiche e fatto incontri speciali.

Il tutto, probabilmente, senza mai sentirsi solo grazie ad una pagina su internet ed ai contatti tamite Facebook che, costantemente aggiornate, hanno permesso ad amici, conoscenti e semplici curiosi di sostenerlo, seppure a distanza, in questa impresa che si conclude oggi.

C'è stato anche chi gli ha proposto di arrivare a piedi a Cassano: una "provocazione" che Alessandro non ha lasciato del tutto cadere....chissà!

Comunque sia, quella del giovane cassanese è stata una impresa degna di nota: non per nulla ha provocato ammirazione ad ogni tappa del suo cammino e attenzione da parte di molti "media" che hanno parlato della sua impresa in più occasioni.

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Commenti  

 
#14 Lunatica 2012-09-22 22:06
Mi unisco ai complimenti e alle considerazioni di vivo interesse su questa storia. Buon rientro e spero che qualcuno abbia l'intelligenza di imitare questa impresa bella, di natura, libertà e di storia.
 
 
#13 Vito Campanale 2012-09-22 07:28
Complimenti, Alessandro! Una impresa davvero eccezionale! Spero tanto vorrai venire a raccontarcela una sera, perché sarebbe davvero bello ascoltarti. Per quel che vale, da cassanese, sono orgoglioso di te.
 
 
#12 fustigatoresoft 2012-09-22 07:05
----torna in fretta ....una casa aspetta ...ancora Te ....!!!!!!!!
 
 
#11 Richmond 2012-09-21 21:13
Chapeau! Tanto di cappello! Sono davvero stupito dal significato di questa avventura. Mi trovo d'accordo con il lettore del post n. 6 che parla del significato della lentezza e del cammino. Questa è una notizia che mi fa pensare, mi fa riflettere e fa apparire tutte le altre così banali e inutili.
 
 
#10 Ann@ 2012-09-21 21:02
Completamente d'accordo con l'amico Franco. E complimenti al caro Alessandro, che non conosco direttamente ma questo è secondario. Ammirazione e rispetto per l'impresa e per chi l'ha messa in pratica. E poi è bello sapere che a Cassano vi sono persone che hanno una bella testa, che pensano, che sanno riconoscere il gusto della vita, che si mettono in marcia. Sarebbe bello ripartire da queste cose invece di scannarci ogni volta per le miserie di questa politica che sa di marcio. Auguri e congratulazioni!
 
 
#9 manu 2012-09-21 19:15
mitico, questa sì, è una vera avventura... complimenti!
 
 
#8 Alessandro Caponio 2012-09-21 12:25
E' difficile spiegare il senso di questo cammino, di oltre 2000 km (non 1700), non esistono parole idonee a descrivere ciò che ho vissuto. Ritengo che ognuno abbia il diritto di esprimere le proprie opinioni, ovviamente anche non condividendo la mia scelta. Spero che tutti abbiano la fortuna di poter vivere un'esperienza cosi forte e dura, per capire quale ne sia il senso. Anzi, ogni persona che si mette in cammino ha una propria motivazione, giusta o sbagliata che sia, senza la pretesa che tutti ne capiscano il senso. E' stato un viaggio di incontri, essenzialmente, di luoghi e persone che hanno arricchito la mia vita. E di questo ne vale sempre la pena. Grazie comunque per aver utilizzato un pò del vostro tempo per leggermi.
Franco, sono felice delle tue parole, io sarò a Roma fino a domenica. Buon cammino a tutti, Ultreya!!
 
 
#7 antony50 2012-09-21 07:36
per paesano. non capisci un c.....
ignorante del piffero.
 
 
#6 Franco Giustino 2012-09-20 23:17
Buonasera. Vorrei salutare con amicizia questo compaesano, complimentarmi con lui e salutare in lui i luoghi che ha visitato e le genti che ha incontrato. Leggo di chi si interroga sul senso di questa apparentemente bizzarra iniziativa: trovo che la domanda sia posta con superficialità ma ugualmente può far scaturire delle utili riflessioni. E davvero mi fa piacere che queste riflessioni siano sbocciate su questo gesto semplice - il camminare - fatto da un ragazzo, un cassanese, con il suo piccolo bagaglio di cose da viaggio e la sua personale caparbia fede nelle sue gambe oltre alla sua latente fiducia nella complice assistenza dei pellegrini che da un millennio si sono avvicendati su quei sentieri. Ho letto qualche passaggio del suo blog: fatelo anche voi.
E prendetevi cinque minuti del vostro tempo per provare a immaginare cosa pensava Alessandro quando camminava nelle campagne e di borgo in borgo: probabilmente (sicuramente!) qualche pensiero al borgo natio Cassano sarà balenato, si sarà pure soffermato a pensare ai suoi amici, ai suoi genitori, a qualche angolo di quotidianità cassanese che - come spesso accade a chi emigra - assume il carattere di cosa speciale, unica. Ecco, vorrei dire questo a chi si interroga sul significato della singolare impresa del nostro amico: provi a riflettere sul significato stesso della sua vita, del suo percorso.
E poi rifletta anche sugli aspetti meno immediati dell'impresa di A.. Cioè sul senso della lentezza (A. si è mosso a piedi, con il mezzo di locomozione primordiale, mica con una enduro) in un mondo in cui le frenesie ci rendono ciechi di fronte a tutto. In quella lentezza - che era per i pellegrini cadenzata solo dalle preghiere, così come per gli indiani d'america è ancora oggi la cavalcata di Wounded Knee - vi è qualcosa di profondo, di ammirevole. La ricerca in se stessi, il cammino in se stessi, alla scoperta di sè e degli altri: bellissime le foto (nel blog di A.) e le cronache in cui descrive l'incontro con i suoi amici del nordic walking! Vivo e lavoro a Roma e se avessi saputo in anticipo del suo arrivo in città mi sarebbe piaciuto organizzare con la piccola (piccolissima) tribù di cassanesi a roma un benvenuto al nostro compaesano, al nostro (posso chiamarlo così?) "murgiano errante": una colazione o un aperitivo prima di lasciarlo ripartire per Cassano. Non fa nulla, ma desidero testimoniare la mia personale ammirazione per questo giovane compaesano e spero che la città gli riservi una bella accoglienza ed un buon rientro. Cordiali saluti.
Franco Giustino
 
 
#5 mittel 2012-09-20 20:05
paesano,di molte cose non ne se ne capisce il senso, eppure le facciamo...libero di esprimere il tuo parere(personalmente neanch'io mi farei tanta strada a piedi), ma appunto, se a lui va bene cosí, cosí sia...
 
 
#4 x paesano 2012-09-20 19:30
torna a scuola. poi scrivi.
 
 
#3 X PAESANO 2012-09-20 16:52
paesano di nome e di fatto!!!!
 
 
#2 paesano 2012-09-20 16:11
ma questo soggetto non a di meglio da fare?non riesco a capire il senso di tutto questo 'ma contento lui
 
 
#1 Capò.... 2012-09-20 13:50
Capò, ma t ue rtra a cast, o non?
 

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