Lunedì 12 Novembre 2018
   
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E' scomparso Donato Stano, ultimo reduce cassanese di Russia

stano piccola

E’ scomparso oggi all’età di 92 anni Donato Stano, insegnante cassanese, ultimo reduce di guerra del Sud Italia delle campagne di Grecia e Russia.

Il racconto delle memorie del secondo conflitto mondiale erano state racchiuse da Stano in un prezioso volume di testimonianza “Ricordi di guerra” stampato dalla Messaggi Edizioni nel 1988, nel quale l'autore “ripercorre gli eventi della campagna di Grecia e di Russia dal 1940 al 1943 e riporta la testimonianza degli uomini della Terza Divisione Alpina "Iulia", uomini valorosi e di grande coraggio dei quali, sebbene non siano noti i nomi, si ricordano l'esperienza ed il sacrificio vissuti in guerra per la patria”.

Donato Stano era una vera e propria memoria storica vivente: a lui era riservata, fino a pochi anni fa, la commemorazione delle tragedie di guerra ricordate nel corso delle manifestazioni durante le quali si ricordava il sacrificio degli italiani nei conflitti bellici di tutto il mondo.

Un momento particolarmente significativo per la “penna nera cassanese” fu la consegna – da parte dello storico prof. Antonio Giordano – del suo “foglio matricolare” che Giordano era riuscito a scovare nelle sue instancabili battute di caccia alla scoperta di cimeli e documenti storici; il "foglio" fu consegnato a Donato Stano (che non l’aveva mai più ritrovato) nel corso della presentazione di una delle opere del prof. Giordano, “Le Resistenze scomode”, lo scorso 28 gennaio del 2010 nella sala consiliare del Comune.

Stano lascia la moglie, Maria Scattaglia e tre figli, Giovanni, Tina e Silvio.

I funerali si terranno martedì 24 luglio alle ore 16.00 in chiesa madre a partire dall’abitazione, in viale Unità d’Italia n. 17.

 

Commenti  

 
#11 Grande Prof :D 2012-07-30 17:29
Un professore unico.. ho solo 22 anni ma l'ho conosciuto e ne ho sentito parlare da tanta gente.. un grandissima persona direi.. il suo libro l'ho letto (omaggiato da lui in persona) .. da lì si capisce quanto vale.. se lo cercate l'ho trovate nella biblioteca di Cassano.. Un saluto ed un grande abbraccio Prof. (purtroppo non potrò scherzare con lei) :') .. P.S. Si gusti le "BENEDETTE FRITTELLE" :D
 
 
#10 Vito A. Smaldino 2012-07-25 15:43
Da ex allievo del "Professore" mi rammarico di aver appreso troppo tardi la notizia.
L'amico Franco ha già tracciato il profilo di un maestro di altri tempi, non per i metodi didattici ma per i principi ed i valori in cui credeva e che ci ha trasmesso.
Riposa in pace professore.
VS
 
 
#9 virgola 2012-07-24 10:49
non metto in dubbio il valore di questo grande uomo,ma ora tutto ciò ke facciamo in sua memoria è superfluo,sarebbe stato meglio averle fatte quando era in vita, così almeno li avrebbe visto con i suoi occhi e sarebbe più soddisfatto
 
 
#8 Giovanna Gemmato 2012-07-24 07:50
Non ho avuto la fortuna di avere il maestro Stano a scuola, ma conosco (come tutti a Cassano) il suo amore per l'insegnamento e per la scuola. E' uno degli ultimi maestri "vecchia maniera" che rimangono: insegnanti per vocazione, non per soldi, autorevoli come si dovrebbe essere (e nessun suo allievo, mi pare, ha avuto un "trauma" indelebile per i suoi metodi di insegnamento). Cittadino modello e cultura da vendere, memoria storica di un Paese che sta scordando giorno per giorno i valori su cui è stata fondata. Ce ne fossero di persone così oggi! Arrivederci professore!
 
 
#7 Vito Campanale 2012-07-24 07:47
Con il Professor Stano se ne va uno degli ultimi testimoni non solo di un'epoca ma di una tipologia di italiano d'altri tempi. Senso del dovere, della Patria, delle Istituzioni.
Chi non l'ha già fatto legga o torni a leggere i suoi scritti. E chi può farlo, si impegni perché la sua memoria non vada dispersa.
Addio Professore.
 
 
#6 Red.ne x password 2012-07-24 07:04
La ringraziamo per la sua idea, molto interessante, ma il libro è coperto da copyright e dunque non sarà possibile pubblicarne stralci. Per chi fosse interessato, comunque, il volume è ancora in vendita presso l'edicola Giorgio in via Chimienti oppure la cartolibreria Luiso, in via Giovanni XXIII.
 
 
#5 Password 2012-07-24 01:16
Concordo pienamente con carlo2. Da barese, sono capitato su questa notizia leggendola mentre commentavo un articolo di un altro paese. Per curiosità ho letto questa notizia di quella che di solito viene etichettata come storia minima che di minimo ha solo il nome perché in realtà è la storia di tutti noi, dei nostri nonni che, purtroppo spesso ci lasciamo sfuggire di mano. Chiedo alla Redazione una cortesia: dopo il tempo comprensibile del lutto, sarebbe possibile contattare i figli del signor Stano e chiedere loro di concedervi la pubblicazione del libro o di brani di esso così come avete fatto a Polignano col diario del reduce napoleonico dela guerra di Russia? Credo che rendereste un utile servizio ai tanti o pochi che come me apprezzano certi temi e la salvaguardia della nostra memoria collettiva e, probabilmente, rendereste il giusto omaggio al Sig. stano, ancorché postumo. ovviamente vi chiederei pure di dare il giusto risalto sulle pagine degli altri paesi per permettere a tutti noi di seguire la vostra eventuale iniziativa.. Grazie mille
 
 
#4 Franco Giustino -5°A 2012-07-24 00:18
Ho un nodo alla gola, mi mancherà il mio "professore": lo chiamavo così anche alla scuola elementare, per rispetto, perchè così mi aveva insegnato mio padre che si pregiava di averlo come amico. Un maestro attento, severo certo, ma di una severità che incuteva rispetto e non paura: suscitava ammirazione, e noi allievi ci riconoscevamo nella sua autorevolezza. Ci parlava spesso della Resistenza, dei partigiani, della campagna di Russia, della nostra storia, della Costituzione: e ci diceva che la scuola era il luogo simbolo, ed anche il più concreto, della conquista della democrazia. Ci teneva alla nostra presenza - diamine! eravamo già dei cittadini nella sua concezione! - alle commemorazioni pubbliche del 25 aprile, 1° maggio e 4 novembre. Ricordo il giorno che conquistai la mia licenza elementare: mi strinse la mano, mi sentii grande. Lo raccontai a mio padre con orgoglio. Era il giugno del 1976, l'anno del terremoto in Friuli.
Ci incontravamo spesso, in villa o nella cartoleria Saturno, e si informava dei miei studi. Poi della mia vita professionale a Roma, della mia attività nell'amministrazione governativa ed europea. Lo cercavo, quando tornavo a Cassano. Anni addietro andavo a trovarlo anche a casa, e mi ero riproposto di farlo questa estate quando di solito rientro. Ho un grande debito di riconoscenza verso quest'uomo: mi ha dato delle basi solidissime per crescere, per reggere il confronto, per andare avanti. Lo chiamavo professore, ma era affettuosissimo con me. E lui andava orgoglioso dei suoi allievi, di quelli che si distinguevano negli studi e di quelli che - con qualche possibilità in meno - optavano per l'apprendimento di un mestiere. Quanti ricordi!
Quelle nozioni cesellate una ad una, attraverso cui prendevano corpo una complessa e solida struttura di valori. La nostra aula, con le carte geografiche al muro e un armadietto in cui custodiva registri, quaderni di esercizi in classe degli alunni, e oggetti "preziosi" (come un paio di bussole da lui recuperate da arei militari abbattuti durante la guerra che ci venivano mostrate ed illustrate come sussidio didattico, una collezione di pietre di era preistorica, un piccolo e primordiale microscopio e qualche altro oggetto con cui catturava l'attenzione). Ci spiegava il funzionamento della meridiana che è sul muro del palazzo comunale, ma soprattutto voleva che sapessimo tutti chi era Antonio Gramsci a cui era intitolato il plesso scolastico. Iniettando ogni giorno in noi i germi della cittadinanza e della democrazia.
Caro Professore, a nome di tanti allievi devo ringraziarTi. Domani, purtroppo, non sarò al tuo funerale (mi trovo all'estero) e questo mi dispiace tanto: ma il senso di profonda riconoscenza e di ammirazione quello sarà eterno e lo porterò con me dovunque andrò. Sono orgoglioso di essere stato Suo allievo. Arrivederci Professore, che Dio Ti premi per il bene che ci hai fatto!

Franco Giustino, già allievo della classe 5°A del Prof. Donato Stano
 
 
#3 cassanese doc 2012-07-23 22:46
Dove si può trovare il libro?
 
 
#2 fustigatoresoft 2012-07-23 22:01
.............ho avuto la " fortuna " di essere stato un Suo studente di Scuola Elementare, ricordo la Sua rigidità non tanto nell'esposizione del programma didattico, quanto nel rapporto a volte quasi sadico con gli alunni..... vale un esempio per tutto : aveva personalizzato un maxi bacchetta che usava per picchiare sodo sulle mani aperte a sua discrezione per punire le manchevolezze commesse, la stessa era sempre poggiata sulla scrivania a fianco del registro presenze, la stessa era ben riconoscibile con l'etichetta ben in vista che recitava : "Santa Mazza, pensaci tu." Già da bambino le mie mani erano callose per le tante battute ricevute da questa tecnica pedagogica anni '50.
 
 
#1 carlo 2 2012-07-23 18:42
eroi così ne sono rimasti pochi , peccato che si apprezzano quando sono scomparsi
 

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