Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Scuola, il CGD conclude la raccolta di firme

scuola media picnik

 

Si concluderà domani, lunedì 11 giugno, la raccolta di firme, avviata dal Coordinamento Genitori Democratici, per la Petizione a sostegno del coinvolgimento degli Studenti e Genitori nel nuovo disegno di legge sugli Organi Collegiali  della SCUOLA, "ove sono previste modifiche che ne riducono (o cancellano del tutto) l’ idea di un’ efficace partecipazione" spiega una nota del CGD cassanese.

"I genitori da ogni parte d’ Italia - si legge - stanno diffondendo la petizione, tramite le Ass. Naz. dei Genitori riconosciute dal MIUR, ed hanno anche a Cassano raccolto in modo discreto, attivo e generoso, il sostegno di quei Genitori Consapevoli e Convinti nel voler conservare il Diritto  ad essere parte attiva, nel Mondo della SCUOLA, sede privilegiata di formazione dei propri figli e della conseguente Società Futura".

Le schede debitamente sottoscritte saranno consegnate al SENATO nella mattinata di martedì 12 giugno.

Riportiamo di seguito le osservazioni del C.oordinamento G.enitori D.emocratici al testo approvato dalla VII Commissione della CAMERA ed il testo della Petizione.

 

Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali (C. 953
Aprea e abbinate, C. 806, C. 808 e C. 813 Angela Napoli, C. 1199
Frassinetti, C. 1262 De Torre, C. 1468 De Pasquale, C. 1710 Cota, C.
4202 Carlucci e C. 4896 Capitanio Santolini).
TESTO UNIFICATO APPROVATO DALLA COMMISSIONE, RISULTANTE
DAGLI EMENDAMENTI APPROVATI

 

Considerazioni generali: il testo non contiene le indicazioni più pericolose introdotte dalla Aprea, quelle cioè relative alla trasformazione del Consiglio di Istituto in Fondazione regolata dal diritto privato, con forti poteri a soggetti esterni alla scuola, quelle riferite ai Concorsi per il reclutamento dei docenti e per i loro passaggi di carriera, quelle che di fatto eliminava l’autonomia del Collegio dei docenti nella funzione didattica
Il testo conserva la distinzione fra le tre funzioni: gestionale, di indirizzo e tecnica (didattica), affidandole ad organi simili a quelli attuali
Il testo garantisce inoltre la presidenza del Consiglio alla componente genitori, introducendo modalità per armonizzare l’autonomia delle singole unità scolastiche con le competenze di programmazione territoriale dell’offerta formativa delle Regioni e degli EEL.

Introduce ancora il concetto di “patto formativo”, di partecipazione e valorizzazione delle comunità locali nella vita delle scuole, attraverso azioni di rete e la predisposizione di “piani formativi territoriali”. In poche parole c’è uno sforzo (retorico e verbale) di valorizzare la democrazia partecipativa, a scapito però della democrazia rappresentativa che, unica, può garantire il democratico gioco delle parti e, nel nostro caso, garantire la componente genitori.

Sentiamo di dover fare delle considerazioni generali prima del nostro commento puntuale per articoli.

Avremmo preferito che all’art.1 (autonomia scolastica e le autonomie territoriali) si citassero anche gli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione, che sono fondanti delle finalità della scuola pubblica e non solo l’art. 117 e la legge 59/97 come fonti dell’autonomia scolastica: l’autonomia ha un senso solo se è strumento per realizzare gli obiettivi generali da conseguire per tutti i cittadini, in ogni parte del territorio del Paese. Questo richiamo aiuterebbe a chiarire le finalità dei nuclei di autovalutazione del funzionamento dell’istituto (art.8); l’autovalutazione dovrebbe servire allo Stato, nelle sue articolazioni territoriali, per effettuare interventi di riequilibrio e di sostegno nelle situazioni più critiche o dove non vi sono risorse aggiuntive.

In dettaglio

art.2. Alla lettera c vengono citati, unica volta, nell’articolato i consigli di classe, ma come emanazione del consiglio dei docenti: è pertanto facilmente desumibile che essi scompaiano come organo collegiale e quindi non esistano più i genitori rappresentanti di classe.

Art.3 (Consiglio dell’autonomia) punti 5 e 6: in entrambi i punti si fa riferimento ad un organismo istituzionalmente competente sia per il controllo
formale dello statuto, sia per persistenti e gravi irregolarità. Quale organismo? Da chi è composto?

Art.4. Se i componenti del Consiglio variano da nove a tredici, due membri esterni (pensiamo ad un Consiglio di nove membri!) sono troppi.
Lettera c) non basta assicurare nelle scuole secondarie di secondo grado la rappresentanza degli studenti; bisogna almeno definirla paritetica a quella dei docenti e dei genitori. Non si fa inoltre cenno al personale ATA- comma 2: cosa vuol dire che “le modalità di costituzione delle rappresentanze dei docenti, dei genitori, degli studenti sono stabilite dal regolamento”? che ogni regolamento può decidere se le rappresentanze si votano, si fanno scegliere dal dirigente scolastico, si estraggono a sorte…?

Art.6 punto 4 Ancora una volta si lascia allo statuto di stabilire le modalità della “necessaria” partecipazione alla definizione degli obiettivi educativi di ogni singola classe di genitori e studenti. E’ necessario inserire a questo punto che il consiglio dei docenti ha l'obbligo di consultare le rappresentanze degli studenti e dei genitori nella programmazione delle attività didattiche e che quindi queste ultime devono essere elette democraticamente.

Art 7 “partecipazione e diritti degli studenti e delle famiglie” non si fa cenno ad organismi quali il comitato dei genitori, l’assemblea degli studenti e dei genitori, il consiglio di disciplina degli studenti: vuol dire che ogni statuto potrà definire modalità diverse di partecipazione? o addirittura non prevedere tali organismi? E’ opportuno che gli articoli da 12 a 15 del decreto 297/94 vengano conservati nella loro sostanza effettiva. E' inoltre importante che venga ribadita la centralità dello Statuto degli studenti e delle studentesse, dpr 249 del 1998 e del dpr 567/96, come normative di
riferimento per favorire la partecipazione e tutelare i diritti degli studenti e delle studentesse.

Art.8 E’ opportuno che venga prevista anche la presenza della componente studentesca nel Nucleo di autovalutazione.

Art.10 Non si affronta il nodo del governo territoriale (ex Distretti, Consigli provinciali..), ma si auspicano reti e consorzi a sostegno dell’autonomia. Nulla di nuovo sotto il sole: niente fino ad oggi ha impedito alle scuole di consorziarsi, entrare in rete….

Art.11 Consiglio delle autonomie scolastiche. Quanto resta in carica? Con quali numeri rispetto alla composizione viene costituito? Perché non è prevista la rappresentanza degli studenti?. La componente genitori, eletta, può decadere prima del termine del mandato, in rapporto al termine della frequenza scolastica dei figli? Come è quantificata la presenza di soggetti delegati dalle Regioni e dagli EELL? Con quali strumenti rende pubblico annualmente al Paese lo stato del sistema, gli indirizzi, le risorse e gli investimenti (con Conferenze, con Rapporti…)?
Non vengono previste rappresentanze delle OOSS di categoria e delle Associazioni professionali, né tantomeno di quelle dei genitori

 

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