Venerdì 16 Novembre 2018
   
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Il 25 aprile nelle parole dei condannati per la Resistenza

Partigiani sfilano per le strade di milano

"Nel leggere le lettere dei partigiani condannati a morte ho ritenuto spontaneo chiedervi se oggi 25 aprile fosse utile onorare la memoria delle donne e degli uomini che con il sacrificio della propria vita, liberamente, decisero di regalarci la libertà".

Con queste parole un nostro lettore, Giuseppe Locorriere, chiede di pubblicare alcuni stralci delle lettere che alcuni partigiani italiani, condannati a morte per la libertà dalle truppe nazifasciste, inviarono ai loro cari, come ultimo, estremo addio. E questo "nel tentativo di dare un senso a questa giornata  - scrive ancora il lettore - e per evitare di confondere le vittime con i carnefici. Resta l'amara reale constatazione ,ancora una volta, della totale assenza delle istituzioni locali nel ricordare i simboli e le fondamenta di questa nazione...forse oggi piu che mai   occorre rafforzare le radici della democrazia e del rispetto della costituzione ....forse a partire proprio da chi oggi occupa ruoli istituzionali!"

Volenieri accogliamo questa richiesta.

 

 

Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana

 

 

Achille Barilatti (Gilberto della Valle)

Di anni 22 - studente in scienze economiche e commerciali - nato a Macerata il 16 settembre 1921 -. Tenente di complemento di Artiglieria, dopo l'8 settembre 1943 raggiunge Vestignano sulle alture maceratesi, dove nei successivi mesi si vanno organizzando formazioni partigiane - dal Gruppo " Patrioti Nicolò " è designato comandante del distaccamento di Montalto -. Catturato all'alba del 22 marzo 1944, nel corso di un rastrellamento effettuato da tedeschi e fascisti nella zona di Montalto - mentre 26 dei suoi sono fucilati immediatamente sul posto e 5 vengono salvati grazie al suo intervento, egli viene trasportato a Muccia (Macerata) ed interrogato da un ufficiale tedesco ed uno fascista -. Fucilato senza processo alle ore 18,25 del 23 marzo I944, contro la cinta del cimitero di Muccía Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Mamma adorata,

quando riceverai la presente sarai già straziata dal dolore. Mamma, muoio fucilato per la mia idea. Non vergognarti di tuo figlio, ma sii fiera di lui. Non piangere Mamma, il mio sangue non si verserà invano e l'Italia sarà di nuovo grande. Da Dita Marasli di Atene potrai avere i particolari sui miei ultimi giorni.                                                               

Addio Mamma, addio Papà, addio Marisa e tutti i miei cari; muoio per l'Italia. Ricordatevi della donna di cui sopra che tanto ho amata. Ci rivedremo nella gloria celeste.

Viva l'Italia libera!

Achille

 

Mario Bettinzoli (Adriano Grossi)

Di anni 22 - perito industriale - nato a Brescia il 21 novembre 1921 - sottotenente di complemento di Artiglieria - catturato una prima volta nel settembre 1943 per resistenza armata a forze tedesche e condannato a morte, evade dalla cella ove è stato rinchiuso - rientra a Brescia - si unisce a Giacomo Perlasca nella organizzazione delle formazioni di Valle Sabbia - ne diventa il více-comandante ed è comandante della 3' Compagnia preposta alla organizzazione dei campi di lancio -. Arrestato una seconda volta il 18 gennaio I944 acl opera di fascisti, in via Moretto a Brescia, mentre con il comandante Perlasca si reca al Comando Provinciale per riferire sulla situazione della zona -. Processato il 14 febbraio I944 dal Tribunale Militare tedesco di Brescia, quale organizzatore di bande armate -. Fucilato il 24 febbraio I944, presso la Caserma del 30° Reggiinento Artiglieria di Brescia, con Giacomo Perlasca.

Ore 21 del 23.2-1944

Miei carissimi genitori, sorelle, fratello, nonna, zii e cugini,                           

il Signore ha deciso con i suoi imperscrutabili disegni, che io mi staccassi da voi tutti quando avrei potuto essere di aiuto alla famiglia.. Sia fatta la sua volontà santa. Non disperatevi, pregate piuttosto per me affinché Lo raggiunga presto e per voi affinché possiate sopportare il distacco.           

Tutta la vita è una prova, io sono giunto alla fine, ora ci sarà l'esame, purtroppo ho fatto molto poco di buono: ma almeno muoio cristianamente e questo deve essere per voi un grande conforto.                                        

Vi chiedo scusa se mi sono messo sulla pericolosa via che mi ha portato alla morte, senza chiedervi il consenso: ma spero mi perdonerete come il Signore mi ha perdonato qualche minuto fa per mezzo del suo Ministro.    

Domattina prima dell'esecuzione della condanna farò la Santa Comunione e poi. Ricordatemi ai Rev.Salesiani e ai giovani di A.C. affinché preghino per me.  

Ancora vi esorto a rassegnarvi alla volontà di Dio: che il pensiero della mia morte preceduta dai SS. Sacramenti vi sia di conforto per sempre.             

Immagino già le lagrime di tutti quanti quando leggerete questa mia, fate che dalle vostre labbra anziché singhiozzi escano preghiere che mi daranno la salute eterna. Del resto io dall'alto pregherà per voi. Ora, carissimi, vi saluto per l'ultima volta tutti, vi abbraccio con affetto filiale e fraterno; questo abbraccio spirituale è superiore alla morte e ci unisce tutti nel Signore. Pregate!  

Vostro per sempre Mario


Franca Lanzone

Di anni 25 - casalinga - nata a Savona il 28 settembre 1919 -. Il 1°ottobre 1943 si unisce alla Brigata "Colombo", Divisione "Gramsci", svolgendovi attività di informatrice e collegatrice e procurando vettovagliamento alle formazioni di montagna -. Arrestata la sera del 21 ottobre 1944, nella propria casa di Savona, da militi delle Brigate Nere - tradotta nella Sede della Federazione Fascista di Savona -. Fucilata il I° novembre 1944, senza processo, da plotone fascista, nel fossato della Fortezza ex Priamar di Savona, con Paola Garelli e altri quattro partigiani.

Caro Mario,                                                                                         

sono le ultime ore della mia vita, ma con questo vado alla morte senza rancore delle ore vissute. Ricordati i tuoi doveri verso di me, ti ricorderò sempre.    

Franca

Cara mamma,  perdonami e coraggio. Dio solo farà ciò che la vita umana non sarà in grado di adempiere. Ti bacio.

La tua Franca

Commenti  

 
#3 S.P. 2012-04-25 16:36
vogliamo anche i disegni e il famoso tema di Giuseppina Ghersi!!
 
 
#2 Nicko 2012-04-25 12:03
Leggendo queste lettere mi viene in mente quanto è costata la libertà di cui noi godiamo e di cui non ne apprezziamo il valore! Libertà che significa anche rispetto per gli altri, rispetto per le cose comuni, rispetto per il prossimo! Che la storia ci aiuti ad abbandonare gli egoismi e a renderci parte attiva di una tanta necessaria ripresa culturale, politica, economica e civile! Auguri CASSANESI tutti auguri ITALIANI!
 
 
#1 lillolillo 2012-04-25 10:54
Onore a questi uomini e a queste donne!

Ogni volta che leggo qualche frammento di quel libro ho il nodo alla gola.

Grazie e viva l'Italia!
 

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