Lunedì 12 Novembre 2018
   
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“Abbiamo tutta l’intenzione di fare la centrale a biomasse a Cassano”

centrale biomassa

A Santeramo in Colle, in una località a 30 km. da Cassano, l’iter procedurale e burocratico è terminato nonostante la forte protesta popolare.  Ad Acquaviva l’ex candidato sindaco e consigliere di opposizione, Michele Petruzzelli ha proposto un progetto simile in Consiglio Comunale che ne dovrà discutere prossimamente.
Considerato questo quadro, viene spontaneo chiedersi: che ne è stato dell’idea progettuale di installare anche a Cassano un impianto a biomasse proposto dalla società ravennate “Tre – spa”? (leggi l'articolo). Ha ancora senso quell’idea, visto che la centrale santermana, se dovesse essere realizzata, avrà una potenza di 10 megawatt e bruciare circa 100mila tonnellate di combustibile l’anno per cui anche i “produttori” del territorio cassanese sarebbero interessati a conferire scarti di lavorazione del legno, scarti di potatura, fascine, ecc.?

Abbiamo girato questi dubbi a Piero Massucci, Project Manager Biomasse della “TRE SpA” che nel giugno scorso presentò l’idea al sindaco Di Medio ed ai consiglieri comunali, in una riunione rigorosamente a porte chiuse (leggi l'articolo).

Come spiega il manager ravennate, si attende il responso dell’amministrazione comunale cassanese per avviare colloqui e incontri con le organizzazioni provinciali degli agricoltori per capire orientamenti e idee in merito al conferimento del loro materiale ad un eventuale acquirente quale la “Tre” per alimentare l’impianto cassanese. Ecco comunque quello che ha risposto Massucci al nostro giornale.

A che punto è l’idea di realizzare una centrale a biomasse sul territorio di Cassano da parte del vostro Gruppo?

Siamo sempre intenzionati a realizzare l’impianto a biomasse a Cassano. Due fatti stanno rallentando il percorso: siamo in attesa dell’emanazione dei decreti attuativi sulle rinnovabili che ci dovrà dare l’indicazione sulle volontà del Paese in tema di biomasse e crediamo nel coinvolgimento preventivo di tutti i possibili attori, sia del territorio che della filiera, nella predisposizione dell’idea progettuale e ciò necessita di tempi non brevissimi.


Dopo l’incontro con i consiglieri comunali da parte di un vostro rappresentante,  il 16 giugno scorso, come sta proseguendo il rapporto con l’Amministrazione Comunale di Cassano? Ci sono stati altri incontri? Su quali argomenti? A che livello?


Nell’incontro con i Consiglieri Comunali di Cassano è stato convenuto che andava verificata la convergenza sull’idea progettuale innanzi tutto da parte del mondo agricolo, cardine dell’iniziativa. Siamo in costante contatto con il Comune e sappiamo che si stanno programmando degli incontri con i rappresentanti delle Organizzazioni Agricole Provinciali a tal proposito. E’ un progetto di filiera agro-energetica con l’utilizzo di prodotti provenienti dalla filiera corta. Non ha senso fare altro senza acquisire prima la condivisione degli agricoltori.  


Il fatto che a poca distanza da Cassano, in territorio di Santeramo in Colle, praticamente a una 30entina di km., stia per sorgere un’altra centrale a biomasse, farà rivedere i vostri piani di investimento o procederete comunque con il progetto? E in cosa si differenzierebbe il vostro dall’altro?


La nostra Società crede nelle filiere energetiche che utilizzano biomasse agroforestali di filiera corta. Per fare questi impianti riteniamo indispensabile un rapporto stretto con il territorio e con i protagonisti della filiera agricola che non possono che essere gli agricoltori. Nel confronto con questi ultimi verificheremo cosa e quanto è disponibile sul territorio interessato dall’intervento, al netto degli utilizzi dello stesso materiale sia per gli usi correnti che per eventuali altri impianti presenti. Sulla base di questo confronto viene poi sviluppato il progetto industriale.

Commenti  

 
#8 studentessa 2012-01-25 13:48
dando ascolto a INFORMAZIONE ho fatto un giro sul web per appunto informarmi sull'eventuale rischio ecologico che si potrebbe verificare! ho scoperto che non si tratta solo di un rischio ma di una realtà di fatto. LE EMISSIONI SONO PERICOLOSE PER LA NOSTRA SALUTE.
"[...]I dubbi che impianti termoelettrici alimentati a biomasse ottengano effettivamente il risultato di una riduzione delle emissioni di gas serra sono legittimi, specialmente quando, come spesso avviene, nelle specifiche del progetto manchi un serio bilancio dei gas serra prodotti ed evitati."
POLITICI PENSATE AL FUTURO E NON PIù AD UN TORNACONTO IMMEDIATO! NON RIFATE GLI STESSI SBAGLI DEI VOSTRI COLLEGHI DEL PASSATO...
e mi riferisco a tutta la situazione italiana!
 
 
#7 amica 2012-01-25 11:13
Concordo con te Lorenzo..
E poi la SALUTE! a quella ormai non ci pensa più nessuno, non dimentichiamo che i TUMORI SONO IN FORTE AUMENTO.
Si arriverà al punto che i soldi varranno di più DELLA SALUTE, e questo sempre grazie a pochi..
 
 
#6 Pierillo1 2012-01-25 10:04
Innovazione Outsider? dove la vedi? bruciare materiale (direttamente o i suoi gas derivati) è innovativo??
Innovativo sarebbe ad esempio organizzarsi/consorziarsi/collaborare per poter compostare sul posto la matrice vegetale di risulta delle lavorazioni agricole (potature in primis) e riutilizzarla sullo stesso terreno...
 
 
#5 Outsider 2012-01-24 18:34
l'innovazione la respingete sempre...e poi magari le stesse facce che ora dicono NO le rivedo ai cortei di X o Y (politici) che approvano...ehhhhhhh 8)
 
 
#4 Pierillo1 2012-01-24 17:35
Caro Lorenzo,
opporsi è veramente dura: tra incentivi e finanziamenti, con la favola della neutralità in biossido di carbonio a copertura di tutte le altre emissioni e scarti prodotti, l'illusione dell'utilizzo per tutto il ciclo di vita dell'impianto di soli scarti vegetali, l'ossimoro dello sviluppo del territorio e protezione ambientale, la visione specialistica del manager energetico e dell'agronomo....la vedo veramente male. Dici bene, facciamo rete!
 
 
#3 N. 2012-01-24 16:11
"Peggiora l'attuale qualità dell'aria dei territori che dovrebbero ospitarle, con le emissioni da camino e con quelle del traffico veicolare indotto (ossidi di azoto, polveri fini (PM10) ed ultra fini (PM2,5) e peggiora anche la qualità del suolo, e dei prodotti agricoli di questi stessi suoli, con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici) e probabilmente di metalli pesanti."

Ma fatelo altrove e non a Cassano delle Murge!!!!!
 
 
#2 informazione 2012-01-24 13:19
leggete a questo link tutte le info presenti, a netto sostegno di quanto scritto da Lorenzo nel post precedente

http://truccobiomasse.altervista.org/ambiente.html

Grazie
 
 
#1 Lorenzo 2012-01-24 09:38
Sono di Santeramo, del comitato cittadino NO ALLA CENTRALE A BIOMASSE. Il commissario Marani ha firmato la convenzione tra comune e società il mese scorso. Ora manca soltanto l'approvazione della regione che, detto francamente, speriamo non arrivi mai. Il progetto della centrale in agro di Santeramo è ora, assieme a quella di Cavallino, sotto la lente di ingrandimento della regione. Il problema serio è che manca una visione di insieme, un piano energetico regionale. All'orizzonte c'è l'appetibile incentivo statale per la produzione di energia da fonte cosiddetta "rinnovabile" e lo spettro dell'inceneritore brucia-rifiuti. Se siete perplessi per i 10MW di Santeramo (a filiera corta!), cosa penserete dei 50MW della centrale di Cassano??? Cosa bruceranno in realtà queste centrali? Fanno sistema col territorio, o lo sfruttano e basta? Non è previsto nemmeno il recupero dell'energia termica prodotta... State attenti e muovetevi per tempo. Facciamo rete.
 

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