Venerdì 16 Novembre 2018
   
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LA REGIONE ISTITUISCE L'AUTORITA' IDRICA PUGLIESE

acquedotto

Dopo diverse sedute interlocutorie, via libera questa mattina del Consiglio regionale al disegno di legge che istituisce l’Autorità idrica pugliese.
Il nuovo ente assorbe le funzioni e i compiti svolti dall’ATO (Autorità d’ambito), del quale assorbirà  il personale, per la gestione del Servizio idrico in Puglia.
Gli organi dell’Autorità, dotata di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale e contabile, saranno il Consiglio direttivo composto da 5 sindaci, il Direttore generale e il Collegio dei revisori dei conti, affiancati da un direttore amministrativo e da un direttore tecnico, tutti con un contratto di diritto privato.
Secondo il coordinatore del PdL, Rocco Palese,  la competenza in questione andava demandata alle Province, così come è stata fatto in altre regioni. “Si tratta di un ennesimo carrozzone – ha detto - che contribuirà ad alimentare la spesa fuori controllo” e ha criticato in particolare l’operato della maggioranza che ha respinto  il subemendamento presentato dal PdL che puntava ad allargare le disposizioni previste in materia di rispetto del Patto di stabilità all’Autorità ed anche il non voler prevedere la possibilità del ricorso alla mobilità verso quest’ultima del personale dei Consorzi di bonifica e delle Comunità montane.
Il PdL è stato accusato di populismo e di falsa morale quanto a carrozzoni dal capogruppo di SEL, Michele Losappio, che ha evidenziato come la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha fatto registrare dal 2007 ad oggi un + 22,7% nella dotazione del personale, cui peraltro non vengono applicate le disposizioni introdotte dei Ministri Brunetta e Tremonti.
Commenti favorevoli sul provvedimento approvato da parte di Antonio De Caro (PD), Giovanni Brigante (La Puglia per Vendola) e Donato Pellegrino (Gruppo misto – PSI), che ha evidenziato l’ottimo lavoro propositivo svolto dal consigliere del PdL Leonardo Di Gioia negli emendamenti che poi sono stati approvati alla unanimità. Un po’ meno entusiasta il giudizio di Orazio Schiavone (IdV) che, pur annunciando il voto favorevole del suo gruppo, ha lamentato l’insufficiente coinvolgimento preventivo  dei gruppi consiliari che avrebbe consentito un maggiore approfondimento politico prima dalla fase legislativa. Schiavone ha ribadito la necessità che il nuovo ente non diventi un carrozzone. Un altro distinguo polemico  è giunto da Giacomo Olivieri (Moderati e Popolari). Il consigliere ha polemizzato con il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, che ha dato per favorevole il voto di MEP laddove – ha detto – è stato contrario. Introna ha replicato facendo presente che il gruppo è parte integrante della maggioranza, per cui se lo stesso intende votare diversamente dalla stessa su alcuni provvedimenti, lo deve rendere noto.

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