Lunedì 26 Ottobre 2020
   
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CONFLITTO DI INTERESSI: REALTA’ O MACCHINAZIONE? ECCO I DOCUMENTI

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C’è un reale conflitto di interessi a carico della candidata sindaco Maria Pia Di Medio, come dice Teodoro Santorsola, anch’egli candidato sindaco? Oppure, come mostrano i documenti, “si tratta di una grandiosa macchinazione a mio danno ed alla mia candidatura”, come replica la stessa Di Medio?

Per capirci qualcosa occorre fare un passo indietro e ricapitolare la vicenda per sommi capi.

Il Tribunale di Bari, nel maggio 2002 riconobbe sei ex amministratori del Comune di Cassano delle Murge (l’ex sindaco Pino Leporale e gli ex assessori Tony Petruzzellis, Dina D’Ambrosio, Pinuccio Giustino, Franco Montedoro e Luciano Giuliani, quest’ultimo marito della dottoressa Maria Pia Di Medio) colpevoli di abuso d’ufficio, condannando l’ex sindaco a un anno di reclusione e gli ex assessori a otto mesi di reclusione (pena sospesa) e tutti alla interdizione dai pubblici uffici per un anno nonché al pagamento delle spese processuali. A parte, poi, si sarebbe dovuto decidere il danno patrimoniale e morale subito dal Comune.

Anche in Appello, nel dicembre 2004, i Giudici del Tribunale di Bari confermarono la condanna dei sei e, infine, la sentenza passò al vaglio della Corte di Cassazione che nel dicembre 2005, rigettando il ricorso, dell’ex sindaco e assessori, confermò definitivamente la condanna penale a loro carico.

Da dove nasceva questa accusa? Dall’aver affidato alla società pubblico-privata “Tributaria Intercomunale s.p.a” (composta dal Comune di Cassano quale socio di minoranza e da una società privata, “Il Pellicano” che deteneva il 70% delle quote societarie) il servizio di gestione dei tributi comunali per 50 anni, riconoscendogli un aggio del 28,5% dei maggiori tributi, interessi e sanzioni accertate. Nell’operazione i giudici riscontrarono diverse anomalie: il capitale sociale alla costituzione fu tenuto basso, 200 milioni di vecchie lire invece di 1 miliardo; il bando di gara da parte del Comune per cercare il socio privato non fu pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale né su quotidiani nazionali come la legge prevede; nessuna quota era destinata all’azionariato diffuso; nel bando di gara non erano inseriti i criteri di valutazione per la scelta del partner privato nonché una serie di norme previste dalle norme che regolavano la materia. In sostanza, gli ex amministratori avevano voluto favorire la società privata che avrebbe poi “ricambiato” il favore con, ad esempio, assunzioni di persone vicine all’amministrazione o loro parenti. Il tutto a danno dei cittadini cassanesi e delle casse comunali.

Conclusi i processi e quantificate le pene, la vicenda penale è chiusa.

Resta il danno patrimoniale subito dal Comune, assieme a quello morale e di immagine che andava quantificato e verificato: il Sindaco di Cassano Giuseppe Gentile, nell’agosto 2006, decise di far stimare da un professionista barese, il commercialista Michele Danza, il danno subito dal Comune in seguito alla vicenda. Secondo Danza il danno subito sarebbe stato di 5 milioni di euro. Una stima, fra l’altro, che costò alle casse del Comune oltre 10mila euro, la parcella del professionista barese.

Stima inutile, superflua?

Forse sì visto che, intanto, si stava muovendo la Procura della Corte dei Conti che acquisisce atti, documenti, sentenze e tutto ciò che occorre per esprimere in giudizio compiuto sulla vicenda e quantificare eventuali danni subiti dal Comune, che i sei ex amministratori dovranno eventualmente risarcire. La Corte dei Conti, infatti, è l’unica ad avere competenza in merito essendo materia che riguarda la Pubblica Amministrazione. La Corte, quindi, “invita a dedurre” i sei ex amministratori su un presunto danno erariale di 248.500,60 euro. Chiede, cioè, di produrre una propria memoria difensiva che, accanto alle prove d’accusa, produrranno la sentenza definitiva.

Dinanzi all’inchiesta della Corte, però, il Comune di Cassano non si ferma, fa andare avanti la macchina della giustizia: intenta causa nei confronti degli ex sei amministratori e li cita in Tribunale per chiedergli conto del danno stimato da Danza.

Dinanzi al Tribunale, però, il difensore del Comune ritira tutto.

Nella trascrizione del verbale del Tribunale di Bari – Sezione staccata di Acquaviva (udienza del 2 aprile scorso) che pubblichiamo qui, si legge: “L’avv. Greco (difensore del Comune, NdR), preso atto che successivamente all’introduzione del presente giudizio la Procura della Corte dei Conti ha manifestato la proposizione di azione di responsabilità erariale, al solo fine di evitare la pendenza di due distinti procedimenti per lo stesso oggetto, innanzi a due distinte giurisdizioni, con inutile duplicazione di attività processuali e conseguente aggravio di spese, aderisce alla richiesta di sostenere la giurisdizione della Corte dei Conti, rimettendosi comunque alla valutazione del sig. Giudice.”

In altre parole, il difensore del Comune di Cassano riconosce che sulla vicenda ci sono due distinti giudizi e per evitare spese, duplicazioni nonché ben sapendo che è la Corte dei Conti a dover decidere sulla vicenda e non un Tribunale, che ha altre competenze, si rimette alla decisione del giudice.  La causa, dunque, resta in piedi solo perché occorrerà stabilire chi – fra Comune ed ex amministratori – dovrà pagare le spese legali.

“Se, dunque, dinanzi al Tribunale civile la causa è chiusa, dove sarebbe il conflitto di interessi” si chiede la Di Medio?

Il suo avversario Teodoro Santorsola, infatti, in un opuscolo elettorale cita la richiesta del legale del Comune e dice che “pende una causa civile in cui il Comune chiede 5milioni di euro” e anche nel comizio dell’altra sera il sindaco uscente Giuseppe Gentile si chiedeva “come farà la Di Medio: procederà con la causa civile o no?”.

Stando ai documenti non è così.  La causa civile è chiusa, il Tribunale ha accettato la proposta del difensore del Comune di Cassano di sostenere la causa solo dinanzi alla Corte dei Conti, organo autonomo e indipendente e dunque che deciderà il dovuto a prescindere da chi sarà  il sindaco di Cassano in quel momento.

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