Venerdì 22 Febbraio 2019
   
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MOBILE IMBOTTITO, LE PAROLE DEL PD SULLA CRISI IN UN INCONTRO A SANTERAMO

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Mobile imbottito e la sua crisi al centro dell’incontro organizzata dal PD, che si è tenuta ieri sera a Santeramo.

L’onorevole Ludovico Vico, responsabile PD dei parlamentari pugliesi, afferma la volontà del partito a rimanere a fianco dei lavoratori, ma a patto che tutte le parti coinvolte facciano il proprio dovere. Si tratta di una battaglia con obiettivi comuni, come la tutela del distretto e la diversificazione produttiva dei rami secchi, che non assicurano più profitti sicuri. È la stessa situazione che il settore tessile sta vivendo a Prato, con la differenza che in Toscana si è avuta la mobilitazione generale, qui non ancora. Quando l’onorevole Vico parlava di fare il proprio dovere tutti, si riferiva anche alla Confindustria, che deve partecipare alle trattative. Altro soggetto in causa è l’azienda, che deve fornire risposte concrete a termini come regolarizzazione, esternalizzazione. La possibile soluzione proposta da Vico è l’applicazione della legge 181, che favorisce la riconversione e la diversificazione produttiva. Situazione critica anche presso gli stabilimenti Ferrosud, dove Trenitalia non ha più confermato le commesse. Enzo Lavarra, europarlamentare PD ricandidatosi alle prossime europee, ha manifestato la volontà di trattare il tema anche in sede europea, tanto che nella giornata di martedì a Strasburgo si approverà il fondo di adeguamento alla crisi industriale, per dare una boccata d’ossigeno alle imprese. Il 18 maggio si discuterà a Bruxelles di una possibile alternativa ai licenziamenti, proponendo i contratti di solidarietà. La differenza in busta paga sarà a carico del governo nazionale. L’onorevole Lavarra lancia un guanto di sfida al centro- destra, invitandolo a presentare provvedimenti concreti. Altra misura sarà la tutela del made in Italy e i fondi per finanziare la ricerca e l’innovazione tecnologica, studiando nuovi materiali come rivestimenti.

Mario Loizzo, assessore regionale ai trasporti, non è nuovo alle crisi, avendole vissute nel settore metalmeccanico e chimico negli anni scorsi. L’assessore propone come priorità la non dispersione dei posti di lavoro. Tempo addietro, le industrie Natuzzi avevano sollevato il problema delle infrastrutture. Problema risolto dove possibile, come per esempio a Taranto, rimodernando il porto, o lungo le statali 96 e 99, o come per l’interporto di Bari, garantendo per il futuro un sistema trasporti piuttosto efficiente.

Sandro Frisullo, assessore regionale alle attività produttive e vice presidente, ha raccontato degli incontri avuti in passato con l’azienda, la quale ha sempre evidenziato la volontà di rimanere sul territorio. In realtà dal piano industriale non si evince questo desiderio, ma si parla di marketing e brand e mai di posti di lavoro. Sia chiaro che in un’azienda il marketing è importantissimo, ma lo sono soprattutto i lavoratori. L’assessore Frisullo si dice pronto finanziare progetti e piani industriali di rilancio, ma pretende risposte concrete, affinché non si abbia un settore produttivo assistito ad libitum. In conclusione, il vice presidente pone una domanda: perché si è potuto salvare Alitalia con i fondi FAS e non è possibile la stessa cosa con le industrie Natuzzi? È lo stesso cartello che i lavoratori avevano esposto in occasione del corteo del 1 maggio.

La conferenza si è conclusa con l’invito di Frisullo a una mobilitazione generale.

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